HOME, SAFE HOME: l’arma vincente per una compravendita sicura

“Se vinci tu, vinciamo tutti”. Questo è il motto di Safe Home, nuovo e interessante progetto che ha l’obiettivo di tutelare proprietario, acquirente e agente immobiliare nel processo di compravendita, principalmente attraverso il controllo e la verifica di tutti i documenti necessari.

Si sa, la casa è il bene più importante di una persona: acquistarla è il principale investimento e una delle decisioni più difficili della vita. Proprio per questo è necessario affidarsi a esperti del settore per poter comperare in sicurezza ed evitare brutte sorprese.

Ed è proprio in questo ambito che si riconoscono i veri professionisti dell’immobiliare: dalla competenza con cui svolgono la propria attività e dal modo in cui operano per difendere gli interessi dei propri clienti.

Organizzare il lavoro di tutti i soggetti che fanno parte della compravendita è il valore aggiunto del progetto Safe Home, che condivide con Frimm e REplat l’obiettivo principale di tutelare sia il proprietario sia l’acquirente.

Da questo intento comune nasce una partnership che permette a ogni agenzia affiliata a Frimm o a REplat di avere diritto a un sostanzioso sconto su tutti i pacchetti offerti da Safe Home, a partire da quello base (Silver) fino a quello più completo (Platinum).

Le agenzie immobiliari che scelgono di lavorare con il metodo Safe Home scelgono professionalità, condivisione e trasparenza: i tecnici di Safe Home collaborano con gli agenti immobiliari Frimm e REplat dalla fase di acquisizione fino al rogito, il tutto in maniera tutelata.

Nello specifico, Safe Home, che è un progetto attivo in tutta Italia, mette a disposizione la propria professionalità soprattutto in due ambiti: la conformità urbanistico catastale e la ricostruzione 3D dell’immobile completa di render e misure.

Tutto questo attraverso l’utilizzo di strumenti altamente tecnologici come la Piattaforma Gestionale Tecnica e una App per tablet, smartphone e computer, che dialogano tra loro per avere costanti aggiornamenti sulla situazione dell’ immobile.

In questo modo ogni affiliato avrà sempre al suo fianco un partner tecnico il cui compito è quello di semplificare il lavoro dell’agenzia, permettendo di fornire al cliente un servizio esclusivo, di alta qualità e senza stress.

Affiliati a Frimm per ottenere anche questo vantaggio!

APE: l’attestato di prestazione energetica e i meccanismi di controllo dopo il 145/2013

Attestato di prestazione energeticaA qualche mese di distanza dall’approvazione del decreto legge “Destinazione Italia” torniamo a parlare di Ape, vale a dire degli attestati di prestazione energetica, per chiarire alcuni aspetti che proprio il 145/2013 ha definito. In particolar modo ci riferiamo ai meccanismi di controllo, obblighi e sanzioni che gravitano attorno alle corrette procedure che si applicano alla certificazione delle prestazioni energetiche di un immobile.

Con il 145/2013 è stato, ad esempio, cancellato l’obbligo di allegare l’attestato di prestazione energetica ai contratti di cessione a titolo gratuito di immobili e ai contratti di locazione di singole unità abitative. Anche nei casi in cui resta l’obbligo di allegare la documentazione, non è più previsto l’annullamento del contratto (così come disposto dall’art. 1 comma 7 del D.L. 145/2013) ma viene invece stabilita una multa a carico delle parti. 

Il “Destinazione Italia” ribadisce invece l’obbligo di inserire in alcuni contratti immobiliari una clausola con la quale “l’acquirente o il conduttore dichiarino di aver ricevuto le informazioni e la documentazione, comprensiva dell’attestato, in ordine alla attestazione della prestazione energetica” relativamente a:
1) contratti di compravendita immobiliare;
2) atti di trasferimento di immobili a titolo oneroso;
3) nuovi contratti di locazione di edifici o di singole unità immobiliari soggetti a registrazione.

GLI OBBLIGHI
Ancor più nello specifico, sono 3 gli obblighi previsti dalla normativa:
1) l’obbligo di “dotazione”, vale a dire la “messa a disposizione” dell’APE, che avviene quando si consegna l’APE all’acquirente o futuro conduttore;
2) l’obbligo “dichiarativo”, che si adempie inserendo una clausola nella quale acquirente o conduttore confermano di aver ricevuto le informazioni e la documentazione comprensiva dell’APE sulla prestazione energetica dell’immobile. Tale obbligo viene ricompreso negli atti di trasferimento a titolo oneroso e nei nuovi contratti di locazione immobiliare se soggetti a registrazione;
3) l’obbligo di “allegazione” di copia dell’attestato al contratto di trasferimento dell’immobile a titolo oneroso e per i contratti di locazione di edifici.

LE SANZIONI
Gli obblighi di dichiarazione e di allegazione sono sanzionabili a norma del D.L. 145/2013 solo con sanzioni amministrative e non – come detto – con la sanzione di nullità contrattuale assoluta. Le parti pertanto saranno responsabili in solido al pagamento:
1) di una sanzione da 3.000 a 18.000 euro, per gli atti di trasferimento a titolo oneroso e per le locazioni di edifici;
2) di una sanzione da 1.000 a 4.000 euro per le locazioni di singole unità immobiliari di durata superiore a tre anni (si tratta, quindi, solo della violazione dell’obbligo di dichiarazione, in quanto l’obbligo di allegazione non sussiste);
3) di una sanzione da 500 a 2.000 euro per le locazioni di singole unità immobiliari non eccedenti tre anni (si tratta, quindi, solo della violazione dell’obbligo di dichiarazione, in quanto l’obbligo di allegazione non sussiste).

L’obbligo di “dotazione” (art. 6 comma 2), invece, è tuttora sanzionato dall’art. 15, commi 8-9, del D.Lgs. 192/2005 che prevede:
1) per i contratti di vendita immobiliare, una sanzione non inferiore a 3.000 euro e non superiore a 18.000 euro;
2) per i contratti di locazione di edifici o di singole unità abitative, una sanzione non inferiore a 300 euro e non superiore a 1.800 euro.
L’accertamento e l’imputazione delle violazioni, così come stabilito dalla norma, sono svolte alla registrazione dell’atto, dall’Agenzia delle Entrate, oppure dalla Guardia di Finanza. 
Tuttavia è impossibile per le Entrate, contestare la violazione “all’atto della registrazione dell’atto”, in quanto la registrazione stessa avviene «al momento della ricezione del file telematico» e nel caso di registrazione delle locazioni con i modelli Siria, Iris e Rli avviene senza che il contribuente debba “caricare” online l’atto e i suoi allegati. È chiaro che risulta impossibile, per i funzionari del Fisco, verificare se la normativa è stata rispettata. 

Per tale motivo è in corso di emanazione lo schema di decreto in materia di semplificazioni fiscali (atto del Governo 99-bis), che prevede che le Entrate debbano trasmettere le informazioni necessarie in via telematica direttamente al Ministero dello Sviluppo Economico che si occuperà di accertare e contestare le eventuali violazioni. La norma prevede che siano inviati anche i dati dei contratti registrati dal 24 dicembre 2013 a oggi.

Attestato di prestazione energetica: ecco le norme da seguire

APE attestato di prestazione energeticaDallo scorso 5 giugno 2013 l’Attestato di certificazione energetica (Ace) è stato sostituito dall’Ape (Attestato di prestazione energetica), conformemente a quanto previsto dalla direttiva 2010/31/UE.

L’Ape è regolato dal decreto legge 63/2013 che disciplina le nuove modalità di calcolo delle prestazioni energetiche degli edifici e delle unità immobiliari. Tutti gli annunci di vendita e di locazione devono riportare l’indice di prestazione energetica dell’involucro edilizio e globale dell’edificio o dell’unità immobiliare e la classe energetica corrispondente.

Come ricorda Fiaip in una nota apparsa oggi sul suo sito, in caso di vendita o di locazione l’Ape deve essere consegnato, rispettivamente, dal proprietario o dal locatore dell’immobile all’acquirente e al conduttore e ha una validità di dieci anni a partire dal suo rilascio. Esso dev’essere aggiornato ad ogni intervento di ristrutturazione o riqualificazione dell’immobile che modifichi la classe energetica dell’edificio e dell’unità immobiliare.

Il proprietario deve rendere disponibile l’Ape al potenziale acquirente o al nuovo locatario fin dall’avvio delle trattative e consegnarlo alla fine delle stesse (art. 6, comma 2, d.l.n. 63/13). Il documento energetico (Ape) dovrà essere già stato consegnato all’acquirente o al conduttore al momento della stipula dell’eventuale  contratto preliminare/contratto di locazione; non è previsto espressamente alcun obbligo di menzionare una tale circostanza nel contratto preliminare, menzione che, comunque, deve ritenersi estremamente opportuna.

In caso di vendita o locazione di un edificio prima della sua costruzione, il venditore o il locatore deve fornire evidenza della futura prestazione energetica dell’edificio e dovrà produrre l’Ape congiuntamente alla dichiarazione di fine lavori. Nei contratti di vendita o nei nuovi contratti di locazione deve inoltre essere inserita una clausola con la quale l’acquirente o il conduttore danno atto di aver ricevuto le informazioni e la documentazione, comprensiva dell’ape, in ordine all’ attestazione della prestazione energetica degli edifici.

Il decreto legge 63/2013 prevede, inoltre, dure sanzioni amministrative per i proprietari degli immobili che non rispettino l’obbligo di dotazione dell’Ape in caso di vendita (la sanzione va da 3mila a 18mila euro) mentre è prevista una sanzione da 300 a 1800 euro per i locatori che stipulino i nuovi contratti di locazione privi di Ape. Non meno severe le sanzioni per il responsabile dell’annuncio, tenuto a pagare una somma compresa tra 500 e 3000 euro nel caso in cui l’annuncio non contenga l’indice di prestazione energetica e la relativa classe energetica.

In coda alla pagina del sito Fiaip che si aprirà cliccando QUI è possibile leggere e scaricare tutte le leggi e i documenti sull’attestato di prestazione energetica.

Ecco gli ultimi sviluppi sull’APE

APEIn attesa di capire cosa succederà vi diamo alcuni aggiornamenti

L’attestato energetico preoccupa i notai

L’imbarazzo è forte anche se, con lo stile che caratterizza la loro professione, i notai non lo danno troppo a vedere. La sanzione della nullità dell’atto di compravendita quando non viene allegato l’Ape (attestato di prestazione energetica) è considerata troppo pesante, soprattutto perché il legislatore, nell’intento frettoloso di adeguare la normativa alla direttiva Ue del 2010 (sì, roba di tre anni fa) per evitare sanzioni, non ha considerato le implicazioni.
Anzitutto, l’esistenza di alcune normative regionali concorrenti, alcune delle quali erano già state adeguate alla direttiva Ue, senza contare che quasi tutte fanno riferimento alle norme Uni, considerate dal nuovo decreto legge 63/2013 il cardine della regolarità dell’Ape stessa. Poi i disastrosi effetti civilistici della nullità, che metterebbero il notaio in una brutta situazione anche sotto il profilo deontologico. In questo ginepraio, per i professionisti, non è quindi facile muoversi.

Fonte Il SOLE 24 ORE
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Eliminare immediatamente la nullità dei contratti sprovvisti di APE

Fiaip lancia un appello al Governo per eliminare immediatamente la norma che prevede la nullità dei contratti sprovvisti dell’Ape (attestato di prestazione energetica). “Una norma abnorme, entrata in vigore ancor prima dell’emanazione dei decreti interministeriali che devono disciplinare i contenuti del nuovo attestato di prestazione energetica. La nullità dei contratti – sottolinea la Federazione Italiana degli Agenti Immobiliari Professionali – genererà un forte contenzioso in modo particolare nel settore delle locazioni, settore che in questo momento è l’unica ancora di salvezza per quelle famiglie che non possono accedere al mercato delle compravendite”. Fiaip auspica una immediata risposta del Governo, che in linea di principio si era già impegnato a rivedere la norma nel corso dell’approvazione del primo provvedimento utile.

Fonte FIAIP GENOVA

Addio certificazione: l’Ape è il nuovo attestato energetico di un immobile

Certificazione APEL’Ace va in pensione, ecco l’Attestato di prestazione energetica

A soli 18 mesi dal suo ingresso sulla scena immobiliare la Certificazione energetica degli edifici (Ace) va in pensione. Al suo posto arriva l’Ape, Attestato di prestazione energetica, istituito dal Decreto legge 63/2013 e pubblicato in Gazzetta ufficiale il 6 giugno. Per il momento l’Ape è obbligatorio per gli edifici di nuova costruzione e per quelli ristrutturati in modo sostanziale, ma il governo ha tempo fino ad agosto per introdurre il regolamento attuativo che lo estenda a tutti gli immobili in vendita o in affitto.

L’Italia recepisce in questo modo pienamente la direttiva europea 2010/31/UE, visto che con la precedente legge si era prodotto un quadro normativo quanto mai irregolare, legato alle singole iniziative regionali. Attualmente si va infatti da un estremo all’altro, con regioni come la Lombardia che applicano delle multe a chi non dichiara l’Ace, che contiene la classe, e l’Ipe (Indice di prestazione energetica, corrisponde al consumo espresso in kw/h) negli annunci.

Cosa cambia:

1. Nuove costruzioni e ristrutturazioni
Per tutti gli immobili nuovi e per quelli che sono stati ristrutturati scatta l’obbligo dell’Ape. Nel caso di questi ultimi si mantiene come soglia limite quei lavori che abbiano insistito su oltre il 25% della superficie dell’involucro dell’intero edificio. È il caso dei rifacimenti di pareti esterne, intonaci esterni, tetti o impermeabilizzazioni delle coperture. rientrano sia i lavori di ristrutturazione straordinaria e ordinaria.

2. Annunci immobiliari
Tutti gli annunci di immobili in  vendita e in affitto devono riportare l’Indice di prestazione energetica (Ipe) e la classe energetica corrispondente, nella consueta scala che va da G (la peggiore) ad A+. In fase di contrattazione l’Ape dovrà essere resa nota, mentre andrà poi allegata ai contratti di locazione o agli atti di compravendita.

3. Quanto vale l’Ape
La durata è di 10 anni, sempre che non siano intervenuti nel frattempo lavori di ristrutturazioni che richiedano il rifacimento dell’attestato.

4. Sanzioni
E qui scatta la mazzata, perché le multe per mancata redazione dell’Ape nei casi prima indicati (vendita, locazione, ristrutturazione) possono arrivare anche a 18mila euro, da un minimo di 300 euro. Ecco le sanzioni possibili:
– per il costruttore o il proprietario di un nuovo edificio, o di un edifcio sottoposto a lavori di ristrutturazione, la multa va da 3.000 a 18.000 euro.
– per il proprietario che non provvede a dotare di un attestato di prestazione energetica gli edifici o le unità immobiliari in vendita, la sanzione va da 3000 a 18000 euro.
– nel caso di locazione, invece, la sanzione amministrativa va da 300 euro a 1800 euro.
– in caso di violazione dell’obbligo di riportare i parametri energetici nell’annuncio di offerta di vendita o locazione, il responsabile dell’annuncio è punito con la sanzione amministrativa non inferiore a 500 euro e non superiore a 3000 euro.
– il professionista che redige l’attestato in modo incorretto, senza cioè rispettare i criteri stabiliti dalla legge, pagherà una multa tra i 700 e i 4200 euro.

5. Decadimento forzoso
Gli edifici o le unità immobiliari che non rispettino il calendario dei controlli obbligatori dell’efficienza energetica degli impianti termici vedranno decadere l’attestato il 31 dicembre dell’anno successivo rispetto alla scadenza non rispettata.

6. Cosa faccio se ho già l’Ace
Niente panico, sarà valida fino al suo decadimento naturale, a meno che non si facciano dei lavori di ristrutturazione.

7. Quando entra in vigore
Fino a che il governo non emanerà il decreto attuativo tutto resta sospeso. La data massima non può superare i 60 giorni dalla pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale (6 giugno) quindi sarà l’ennesimo appuntamento estivo in bilico.