Prezzi in calo, compravendite in aumento: l’Istat fotografa il mercato immobiliare

Aumenta il numero degli immobili compravenduti mentre continuano a diminuire i prezzi di vendita nel mercato immobiliare residenziale italiano. Così l’Istat, Istituto Nazionale di Statistica, ha descritto la situazione attuale alla Commissione Finanze della Camera, durante la proposta di legge relativa alla nuova Imu 2019 svoltasi lo scorso 23 luglio.

L’andamento del mercato del mattone italiano nell’ ultimo decennio

La vertiginosa impennata che il mercato immobiliare ha fatto registrare dal 1997 al 2006 – anni in cui c’è stato addirittura un raddoppio del numero delle compravendite – è poi gradualmente calata a partire dal 2007 e fino al 2013.

Si assiste poi a una graduale ripresa del mercato immobiliare a partire dall’anno 2014: in particolare nel 2018 quando le compravendite aumentano del 35,7% rispetto al periodo critico del 2013 ma risultano comunque inferiori del 28,9% rispetto al picco del 2006.

L’Istat segnala come questo progressivo aumento dei volumi compravenduti sia stato accompagnato da una lenta ma continua diminuzione dei prezzi delle case: l’IPAB (indice Istat dei prezzi delle abitazioni acquistate per fini abitativi o investimento) si è abbassato dello 0,5% rispetto allo scorso trimestre e dello 0,8%, rispetto allo stesso periodo del 2018.

L’acquirente è pronto a spendere qualcosa in più per un’ abitazione nuova

Ad incidere maggiormente su questo calo però sono i prezzi relativi alle abitazioni esistenti (- 1,3%), poiché i prezzi delle abitazioni nuove in realtà sono aumentati del 1,7%. Rispetto agli stessi mesi del 2010, anno in cui si cominciano a registrare gli indici IPAB, i prezzi delle abitazioni in Italia sono diminuiti del 17,2%. Nel dettaglio a influire su questo dato sono sempre i prezzi delle abitazioni esistenti con un – 23,7%, mentre si registra una leggero aumento dello 0,8%, per quelli delle abitazioni nuove.

Negli anni successivi, a eccezione di rari casi sporadici, i prezzi hanno continuato la loro discesa. Nello specifico, l’Istat ha spiegato come la crescita del costo degli immobili residenziali avviene solo nei periodi in cui la domanda cresce considerevolmente (come successo nel 2016) mentre la resistenza dei prezzi a aumentare o a diminuire sembra sia dovuta ad altri fattori come ad esempio il deterioramento del patrimonio immobiliare, ripresa economica debole, invecchiamento della popolazione e difficoltà ad attrarre investimenti esteri.

“Dalla fotografia del mercato immobiliare residenziale che ci ha mostrato l’Istat è evidente che quello attuale è davvero un buon momento per chi deve comprare casa”, spiega il presidente di Frimm S.p.A. Roberto Barbato. “L’acquisto dell’ usato è conveniente ma non posso non menzionare le nuove costruzioni. Il costo è leggermente più alto ma giustificato se si pensa ai materiali odierni e alle nuove tecniche di costruzione che le rendono più performanti dal punto di vista energetico e abitativo”.

I clienti vogliono agenti immobiliari “di parte”. Come trovarli? Nei sistemi MLS

Nasce una nuova esigenza all’ interno del mercato immobiliare. Chi vuole vendere o acquistare casa, infatti, desidera al proprio fianco un “consulente di parte”: un professionista che tuteli gli interessi esclusivi del compratore o del venditore e non di entrambi contemporaneamente.

A dirlo è una ricerca condotta da Sigest, importante realtà immobiliare milanese, che ha analizzato la percezione che i clienti hanno nei confronti degli agenti immobiliari.

Il campione dell’indagine, riportata anche da Il Sole 24 Ore, è costituito da 535 persone che avevano acquistato o venduto casa a Milano per un valore superiore a 300mila euro o che stavano per concludere la compravendita.

L’ 81% delle persone intervistate ha dichiarato di volersi affidare ad un’agenzia immobiliare, anche se con delle sensazioni contrastanti: il 47% si autodefinisce infatti “sostenitore” del ruolo degli operatori immobiliari, mentre il 34% si dice “titubante”.

Le perplessità sono dovute al fatto che la maggior parte degli acquirenti intervistati non considera adeguato il compenso economico chiesto dalle agenzie rispetto al servizio offerto. Inoltre, sempre la stessa parte di campione, ritiene che l’agente immobiliare non faccia del tutto gli interessi del cliente e che le operazioni non siano chiare e trasparenti.

E allora perché potenziali acquirenti o venditori decidono di rivolgersi ad un’agenzia immobiliare? Le motivazioni sono le seguenti: per evitare errori gravi o rischi (acquirenti 68%; venditori 75%), per districarsi nella burocrazia (acquirenti 65%; venditori 77%) e per risparmiare tempo (acquirenti 67%; venditori 70%).

Dalla ricerca emerge la diffidenza delle persone nei confronti delle agenzie immobiliari e la volontà di essere affiancati da una figura professionale che eroghi un servizio di qualità con una trasparenza di operazioni e costi. Infatti, otto persone intervistate su dieci (88% acquirenti; 83% venditori), dichiarano di volere un agente immobiliare che tuteli gli interessi esclusivamente di chi vuole vendere casa o di chi desidera acquistarla: un vero e proprio consulente “di parte”.

Tutto questo è già possibile con l’ MLS, che risponde perfettamente a questa nuova esigenza di mercato. Con il sistema di collaborazione Agent RE connesso a REplat, infatti, l’acquirente è seguito da un solo agente immobiliare di riferimento, così come il venditore. In MLS entrambi gli agenti immobiliari collaborano tra loro e con gli altri professionisti del network, sostenendo realmente gli interessi delle due parti e permettendo ai propri clienti di vendere e acquistare casa più velocemente e al miglior prezzo.

Mercato del mattone in positivo: il 2018 si chiude a +9,3%

Compravendite positive in Italia. Il mercato immobiliare continua a registrare risultati con un bel più davanti. A dire che agli Italiani piace comprare casa sono i dati dell’OMI dell’Agenzia dell’Entrate relativi al IV trimestre del 2018.

Quello che mostrano gli esiti degli studi, infatti, è un forte aumento delle compravendite con un +9,3 % per le abitazioni e un +5,8 % per gli immobili commerciali, in confronto allo stesso trimestre dello scorso anno.

In particolare, il mercato delle abitazioni è in crescita in tutto il territorio nazionale con un incremento più evidente al Nord Est (+12,5%) e al Centro (+12,4%) mentre al Sud si registra un più contenuto +4,3% trainato dalla città di Palermo (+18,5%) che si piazza sul podio subito dopo Bologna (+20,9%).

Le altre città della Penisola che registrano i migliori risultati per gli immobili residenziali sono Roma (+10,9%) e Milano (+9,5%) che fanno ben sperare per il 2019: le prime previsioni vedono infatti la città “Ambrosiana” in testa per numero di compravendite e, in generale, per l’interesse che sta suscitando negli investitori.

Tempi di vendita e tipologie di immobili

I prezzi delle abitazioni si mantengono sostanzialmente stabili e i tempi di attesa per la vendita diminuiscono in media di 1 mese (da 8,2 a 7,2 mesi).

Ma di che tipo di immobili stiamo parlando? La casa preferita dagli italiani è di tipo medio-grande, tra i 55 e i 115 metri quadrati, dato sostanzialmente molto simile al 2017.

In espansione anche le compravendite dei locali commerciali. Non si tratta però di un aumento omogeneo in tutto il territorio nazionale. Basti pensare che il tasso varia da un +3% al Sud a un +11,5% a Nord Est. Differenze anche sulle tipologie di immobili commerciali venduti: Bologna è la prima città per la compravendita di negozi e laboratori e, al contempo, una delle ultime per uffici e studi insieme con Genova. Segue Milano, al secondo posto per quanto riguarda negozi e laboratori e al primo per le compravendite di uffici e studi insieme con Palermo.

Nel complesso, il IV trimestre del 2018 ha rappresentato, senza ombra di dubbio, il tasso di crescita più alto degli ultimi 15 mesi di espansione del mercato immobiliare italiano. Buone notizie quindi per gli agenti immobiliari, questi dati ci fanno ben sperare per un ulteriore aumento delle compravendite anche nel 2019.

Valutazioni immobiliari: ecco il calcolatore di Frimm e REplat

Valutare un immobile non è un compito facile. Il valore di una casa è infatti soggetto alle ferree regole dell’estimo, all’esperienza degli agenti immobiliari che sanno contestualizzare il tutto nel momento di mercato che si vive e alle emozioni dei proprietari.

Al contempo, la valutazione di un immobile è la prima e più importante decisione da prendere quando si vende una proprietà: immettere sul mercato un’offerta con un prezzo errato allunga i tempi di vendita e la rende immediatamente poco appetibile. Viceversa, il prezzo giusto mette subito d’accordo domanda e offerta e dà il via libera a una sana compravendita.

Per questi motivi il Gruppo che gestisce le reti immobiliari Frimm e REplat, connesse al sistema MLS proprietario che consente la collaborazione tutelata tra agenti immobiliari, ha appena rilasciato il proprio calcolatore per le valutazioni immobiliari.

Accessibile nella sua forma più tecnica e completa agli agenti immobiliari dei network sopracitati, ma anche ai clienti privati in versione light (sempre accessibile sui siti frimm.com e replat.com), il calcolatore consente di ottenere una valutazione complessiva e al metro quadro basata sui dati ufficiali dell’OMI (Osservatorio Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate) e sulle regole di estimo (e, aggiungiamo noi, sull’esperienza degli agenti immobiliari Frimm e REplat che lo utilizzano nella versione completa).

Il funzionamento è molto semplice. Basta inserire l’indirizzo in cui si trova l’immobile da valutare e compilare il form che si trova sotto la mappa per ottenere la valutazione. Gli agenti immobiliari Frimm e REplat, al contrario degli utenti “esterni”, avranno tante informazioni in più all’interno della sezione dei risultati e potranno decidere quali campi stampare o inviare all’interno della scheda di valutazione.

“Con il calcolatore desideriamo dare uno strumento di verifica e confronto in più agli agenti immobiliari che lavorano con noi”, spiega il presidente di Frimm S.p.A. Roberto Barbato. “In più, è un modo per far capire ai clienti acquirenti e ai proprietari quali sono i parametri che gli operatori del settore analizzano per valutare un immobile”.

Provate il calcolatore sui siti frimm.com e replat.com.

Novità casa: il notaio tratterrà i soldi della compravendita fino alla trascrizione dell’atto

Basta sorprese, basta ipoteche nascoste, basta allo spauracchio della “doppia vendita”. Grazie al ddl Concorrenza infatti, da oggi chi acquista casa potrà versare l’importo direttamente al notaio, che conserverà la somma e la girerà al venditore solo dopo la trascrizione del rogito, vale a dire quando il passaggio di proprietà sarà diventato definitivo.

Il ddl Concorrenza prevede infatti uno specifico conto deposito presso i notai proprio a garanzia delle compravendita: questo perché a volte tra il rogito e la trascrizione dell’atto nei pubblici registri passa un tempo sufficientemente lungo per consentire, a venditori particolarmente furbi, di vendere ad un altro acquirente l’immobile di fatto indisponibile. Solo una volta trascritto l’atto infatti, il compratore può dirsi in tutto e per tutto proprietario dell’immobile. Non solo, perché proprio a causa del fatto che nella finestra temporale che intercorre tra rogito e trascrizione l’immobile è nella piena disponibilità del venditore, può capitare che eventuali creditori possano iscrivere ipoteche o avviare pignoramenti. Le ispezioni ipotecarie, infatti,  vengono effettuate dal notaio solo in precedenza della data del rogito, per verificare che l’immobile sia, appunto, libero da “gravami pregiudizievoli” e quindi commercializzabile. Dopo il rogito, perciò, l’acquirente è ancora a rischio di sgradite sorprese, anche se solo per pochi giorni.

Importante: la legge non rende obbligatorio il versamento dell’importo della compravendita al notaio; deve essere infatti l’acquirente a richiederlo espressamente. A fronte della richiesta il venditore non si può opporre.

Compravendite immobiliari: +21,8% nel secondo semestre del 2016

La periodica annews casealisi dell’Agenzia delle Entrate ha indicato un +21,8% delle compravendite immobiliari totali nel secondo semestre del 2016: nello specifico si attesta un aumento di transazioni nel residenziale pari al 22,9%, mentre il non residenziale fa registrare un +16,4%. A determinare l’aumento il calo del prezzo degli immobili (-0,9%).

Il consolidamento è stato evidenziato anche dalle stime di Scenari Immobiliari nel recente Forum tenutosi a Santa Margherita Ligure. L’istituto di statistica prevede infatti nel 2017 un’ulteriore crescita delle compravendite immobiliari dell’8% e un relativo aumento del fatturato uguale al +5,1%.

Mercato casa: in Italia cresce il residenziale, previsto un +14,6% di compravendite a fine 2016

In Italiacompravendite-crescita le previsioni prospettano un aumento di compravendite del 14,6% nel 2016 e del 8% nel 2017, nonostante questo, il futuro del mercato immobiliare resta incerto e direttamente legato all’evoluzione delle dinamiche politiche nazionali e internazionali. L’uscita del Regno Unito dall’Ue e il risultato del referendum che si terrà in ottobre in Italia, secondo l’outlook dell’istituto di statistica Scenari Immobiliari che verrà presentato il 16 e il 17 settembre a Santa Margherita Ligure nel corso del 24esimo Forum, sono incognite che incideranno inevitabilmente sull’andamento del mercato immobiliare.

“La ripresa è limitata alle grandi città” dichiara Mario Breglia, presidente di Scenari Immobiliari, ed è determinata dalla riduzione della pressione fiscale, da una maggior apertura delle banche all’erogazione dei mutui e dall’evidente calo dei prezzi avvenuto negli ultimi anni. Nella penisola italiana il fatturato del mercato residenziale a fine 2016 dovrebbe raggiungere gli 86 miliardi di euro (+3,6%), su un fatturato totale nel settore real estate di 115,1 miliardi, per passare poi a 91,2 miliardi nel 2017 (+6%).

Nei primi cinque Paesi dell’Unione europea (Regno Unito, Francia, Germania, Italia e Spagna), grazie alla politica accomodante dell’Ue, la domanda di case è in crescita. Tale domanda si rivolge ad abitazioni moderne e inserite in contesti centrali. Il patrimonio immobiliare nei Paesi sopracitati ammonta a 18 miliardi di euro: l’Italia si colloca al terzo posto con oltre 3,1 miliardi di mq (17,8% dei cinque Paesi).

Fiaip, REplat, Solo Affitti e Auxilia all’MLS Talk Palermo: “L’era dell’MLS è cominciata”

MLS Talk a Palermo - 29 aprile 2015Si è tenuto ieri all’“Antico stabilimento balneare alle terrazze” di Mondello l’incontro tra quattro tra i principali player del mercato immobiliare, il presidente di Frimm e MLS REplat Roberto Barbato, il presidente di Fiaip Paolo Righi, il direttore commerciale di Auxilia Finance Giuseppe Sciortino e la presidente di Solo Affitti Silvia Spronelli, faccia a faccia in un acceso dibattito organizzato da Frimm, Auxilia e Solo Affitti per analizzare dati e temi nodali per il futuro dell’immobiliare retail, a cominciare dalla collaborazione tra agenti immobiliari attraverso strumenti in affermata ascesa come il Multiple Listing Service.
Proprio in Sicilia, grazie al lavoro del responsabile dello sviluppo Roberto Avarello (moderatore d’eccezione dell’evento palermitano), la piattaforma MLS REplat, la piattaforma per la condivisione dei portafogli immobiliari che conta in Italia circa 3000 operatori collegati ogni giorno, ha fatto segnare il maggior incremento di agenzie immobiliari connnesse. Parliamo di ben 73 agenzie connesse a MLS REplat solo su Palermo, che rappresentano e dunque muovono circa il 19% del mercato immobiliare cittadino (il totale delle agenzie immobiliari è di circa 375 esercizi); con quelle connesse nel resto della regione superiamo quota 120 agenzie.
Ed è da risultati come questi che hanno tratto spunto Barbato e Righi, a capo rispettivamente dell’azienda provider del primo MLS italiano per diffusione e della prima associazione di categoria per agenti immobiliari italiani, per affermare – rispondendo alle domande raccolte sul web e via social network nelle settimane che hanno preceduto l’evento – che l’attuale momento del real estate non può prescindere dalla professionalizzazione degli agenti immobiliari. Il brand, una parte fondamentale dell’attività, fa la differenza solo nel caso in cui si sia prima di tutto professionisti, e oggi “essere professionali significa sfruttare i vantaggi della collaborazione”.

 

Frimm e MLS REplat in concorso ai Real Estate Awards 2014 con 4 nomination

Frimm e MLS REplat in concorso ai Real Estate Awards 2014Sono ben quattro le nomination per Frimm e per MLS REplat con le quali le due realtà del mercato immobiliare italiano concorreranno il prossimo 11 dicembre 2014 a Milano ai Real Estate Awards 2014, la cerimonia, unica nel suo genere, dei premi e dei riconoscimenti per il settore immobiliare italiano ideata e organizzata da Diego Caponigro, Ceo di ReGold. Le categorie in questione sono: Miglior MLS (MLS REplat), Miglior Progetto Innovativo per il Settore (Personal App), Miglior Brand (Frimm), Miglior Community Online (#MaiLavorareSoli).
All’appuntamento – a partire dalle ore 9.30 presso l’ATA Hotel Executive, nei pressi della stazione Garibaldi – parteciperanno le più importanti aziende e personalità del settore come ad esempio, tra gli altri, Daniele Mancini Ceo casa.it, Carlo Giordano Ceo Immobiliare.it, Melany Libraro Ceo Subito.it, Massimo Boraso Ceo Boraso.com, Roberto Barbato Presidente Frimm Franchising e MLS REplat, Stefano Grassi Ceo Credipass mutui, Bruno Vettore Ceo Coldwell Banker Franchising, Riccardo Bernardi Ceo RE/Max Corporate, Angelo Spiezia Ceo WeUnit mutui. Le tavole rotonde verranno moderate da giornalisti di spicco come Guglielmo Pelliccioli e Marco Luraschi rispettivamente fondatore e direttore de “Il quotidiano immobiliare”. Ospite speciale: il comico e presentatore Mr. Forest.
“È la prima volta in assoluto che gli operatori del settore della mediazione immobiliare hanno la possibilità di esprimere la propria preferenza e voto direttamente on line – ha spiegato Diego Caponigro, creatore dell’evento –  riguardo le aziende, progetti, personalità e professionisti migliori. Sono molto contento dell’entusiasmo che si è creato attorno all’ evento. Abbiamo già ricevuto oltre 4.000 voti e circa 1.000 adesioni di persone che vogliono partecipare gratuitamente quel giorno”. È ancora possibile votare e partecipare collegandosi qui all’indirizzo http://www.realestateawards.it

Le 11 categorie e premi:
Premio alla Carriera
Miglior Agente immobiliare dell’anno
Miglior Portale di annunci immobiliari
Miglior Brand – Gruppi immobiliari e Franchising
Miglior Rete Mutui
Miglior Software gestionale/MLS
Miglior comunicazione on line
Miglior Blog
Miglior Progetto/idea Social, Community
Miglior Formatore
Miglior Progetto innovativo per il settore della mediazione

Per ulteriori informazioni:
Tel 02.61299211 oppure via mail a info@regold.it

APE: l’attestato di prestazione energetica e i meccanismi di controllo dopo il 145/2013

Attestato di prestazione energeticaA qualche mese di distanza dall’approvazione del decreto legge “Destinazione Italia” torniamo a parlare di Ape, vale a dire degli attestati di prestazione energetica, per chiarire alcuni aspetti che proprio il 145/2013 ha definito. In particolar modo ci riferiamo ai meccanismi di controllo, obblighi e sanzioni che gravitano attorno alle corrette procedure che si applicano alla certificazione delle prestazioni energetiche di un immobile.

Con il 145/2013 è stato, ad esempio, cancellato l’obbligo di allegare l’attestato di prestazione energetica ai contratti di cessione a titolo gratuito di immobili e ai contratti di locazione di singole unità abitative. Anche nei casi in cui resta l’obbligo di allegare la documentazione, non è più previsto l’annullamento del contratto (così come disposto dall’art. 1 comma 7 del D.L. 145/2013) ma viene invece stabilita una multa a carico delle parti. 

Il “Destinazione Italia” ribadisce invece l’obbligo di inserire in alcuni contratti immobiliari una clausola con la quale “l’acquirente o il conduttore dichiarino di aver ricevuto le informazioni e la documentazione, comprensiva dell’attestato, in ordine alla attestazione della prestazione energetica” relativamente a:
1) contratti di compravendita immobiliare;
2) atti di trasferimento di immobili a titolo oneroso;
3) nuovi contratti di locazione di edifici o di singole unità immobiliari soggetti a registrazione.

GLI OBBLIGHI
Ancor più nello specifico, sono 3 gli obblighi previsti dalla normativa:
1) l’obbligo di “dotazione”, vale a dire la “messa a disposizione” dell’APE, che avviene quando si consegna l’APE all’acquirente o futuro conduttore;
2) l’obbligo “dichiarativo”, che si adempie inserendo una clausola nella quale acquirente o conduttore confermano di aver ricevuto le informazioni e la documentazione comprensiva dell’APE sulla prestazione energetica dell’immobile. Tale obbligo viene ricompreso negli atti di trasferimento a titolo oneroso e nei nuovi contratti di locazione immobiliare se soggetti a registrazione;
3) l’obbligo di “allegazione” di copia dell’attestato al contratto di trasferimento dell’immobile a titolo oneroso e per i contratti di locazione di edifici.

LE SANZIONI
Gli obblighi di dichiarazione e di allegazione sono sanzionabili a norma del D.L. 145/2013 solo con sanzioni amministrative e non – come detto – con la sanzione di nullità contrattuale assoluta. Le parti pertanto saranno responsabili in solido al pagamento:
1) di una sanzione da 3.000 a 18.000 euro, per gli atti di trasferimento a titolo oneroso e per le locazioni di edifici;
2) di una sanzione da 1.000 a 4.000 euro per le locazioni di singole unità immobiliari di durata superiore a tre anni (si tratta, quindi, solo della violazione dell’obbligo di dichiarazione, in quanto l’obbligo di allegazione non sussiste);
3) di una sanzione da 500 a 2.000 euro per le locazioni di singole unità immobiliari non eccedenti tre anni (si tratta, quindi, solo della violazione dell’obbligo di dichiarazione, in quanto l’obbligo di allegazione non sussiste).

L’obbligo di “dotazione” (art. 6 comma 2), invece, è tuttora sanzionato dall’art. 15, commi 8-9, del D.Lgs. 192/2005 che prevede:
1) per i contratti di vendita immobiliare, una sanzione non inferiore a 3.000 euro e non superiore a 18.000 euro;
2) per i contratti di locazione di edifici o di singole unità abitative, una sanzione non inferiore a 300 euro e non superiore a 1.800 euro.
L’accertamento e l’imputazione delle violazioni, così come stabilito dalla norma, sono svolte alla registrazione dell’atto, dall’Agenzia delle Entrate, oppure dalla Guardia di Finanza. 
Tuttavia è impossibile per le Entrate, contestare la violazione “all’atto della registrazione dell’atto”, in quanto la registrazione stessa avviene «al momento della ricezione del file telematico» e nel caso di registrazione delle locazioni con i modelli Siria, Iris e Rli avviene senza che il contribuente debba “caricare” online l’atto e i suoi allegati. È chiaro che risulta impossibile, per i funzionari del Fisco, verificare se la normativa è stata rispettata. 

Per tale motivo è in corso di emanazione lo schema di decreto in materia di semplificazioni fiscali (atto del Governo 99-bis), che prevede che le Entrate debbano trasmettere le informazioni necessarie in via telematica direttamente al Ministero dello Sviluppo Economico che si occuperà di accertare e contestare le eventuali violazioni. La norma prevede che siano inviati anche i dati dei contratti registrati dal 24 dicembre 2013 a oggi.

Primo trimestre 2014, cresce il mercato casa (+1,3%) e crescono i mutui erogati (+5%): era ora

Mercato casa: si torna a crescereSe gli ultimi due anni del settore immobiliare italiano, anche e soprattutto secondo l’Istituto nazionale di statistica, erano stati da buttare, finalmente i primi tre mesi del 2014 – analizzati proprio dal consueto studio dell’Istat – hanno mostrato l’attesa inversione di tendenza. Le convenzioni notarili di compravendita per immobili residenziali e commerciali, infatti, hanno finalmente registrato valori positivi, pari al +1,3% per la variazione tendenziale delle convenzioni notarili per trasferimenti di proprietà nel complesso del settore immobiliare (-10,3% nel I trimestre 2013 rispetto allo stesso periodo del 2012); e del +1,5% per quella dei passaggi di immobili ad uso abitazione (-10,3%). Quanto ai trasferimenti di unità immobiliari ad uso economico, invece, la variazione è del +1,6% (-10,1%).

Percentuali che tradotte in valori oggettivi si traducono in 140.716 convenzioni notarili per trasferimenti di proprietà di unità immobiliari. Di queste, il 93,1% delle convenzioni stipulate ha riguardato trasferimenti di proprietà di immobili ad uso abitativo ed accessori (131.072), il 6,3% unità immobiliari ad uso economico (8.860) e lo 0,6% unità immobiliari ad uso speciale e multiproprietà (784). Geograficamente parlando, in testa a questa speciale classifica di rendimento troviamo il centro Italia (+8,1%), seguito dal Nord Est italiano (+3,6%). Variazioni negative si rilevano invece ancora nel Sud (-2,9%), nelle Isole (-2,7%) e nel Nord Ovest (-0,7%). Anche le convenzioni notarili per mutui, finanziamenti e altre obbligazioni con costituzione di ipoteca immobiliare stipulati con banche o soggetti diversi dalle banche (63.084) registrano una crescita del 5% (-6,3% nel primo trimestre del 2013 rispetto allo stesso periodo del 2012). Positive le variazioni anche in tutte le ripartizioni geografiche, con valori sopra la media nazionale al Centro (+11,6%) e nel Nord-Est (+5,1%). (Fonte dati ISTAT)

Per il Censis la crisi ha “dimezzato il mercato immobiliare”. La ripresa è attesa nel 2015

Mercato immobiliare dimezzatoDopo dieci anni d’oro, vissuti a cavallo del millennio (1997-2007), con la crisi globale il mercato immobiliare ha perso esattamente metà del suo potenziale in fatto di compravendite. Sono dati dell’istituto Censis di recente pubblicazione all’interno di un dossier realizzato in collaborazione con Rur (Rete Urbana delle Rappresentanze). Andando ai numeri: nel settore residenziale si è passati dalle 807mila abitazioni compravendute nel 2007 alle 403mila del 2013.

Come dire che il mercato delle case, nel 2013, è retrocesso di quasi 30 anni: quel volume di scambi si era fatto registrare infatti nel 1984. Anche confrontando i dati con il primo anno di crisi dell’immobiliare, il 2008, il calo al 2013 è comunque molto rilevante, con un fatturato che è passato da 112 miliardi di euro ad appena 68 miliardi (-39,7%). Per non parlare dei trend fatti registrare negli altri segmenti di mercato non residenziale: tra il 2008 e il 2013 è sceso del 50,9% il fatturato per il settore singoli uffici, del 55,1% il settore dei piccoli negozi, del 50,6% il mercato dei capannoni industriali.

Tirando le somme, il fatturato complessivo del settore immobiliare ha registrato una riduzione di 57,7 miliardi, che equivalgono a tre volte il fatturato della Fiat e a quasi la metà dell’Eni.

In ogni caso, i primi segnali di ripresa già visibili nel 2014 si concretizzeranno nel 2015, stando all’istituto di ricerca. Il prossimo anno, quindi, si prevede una risalita del mercato favorita dal tendenziale aumento dell’erogazione dei mutui, passati dai 90mila del 2012 ai 118mila del 2013, e da alcuni incentivi previsti nel decreto legge “Sblocca Italia”. 

Ecco il Nuovo Valucasa: quando l’agente immobiliare fa le regole del mercato

Il Nuovo ValuCasa di Frimm - Scopri le valutazioni in tempo reale degli agenti immobiliariOggi è il giorno del Nuovo ValuCasa, la più recente versione del software creato da Frimm per la rilevazione dei prezzi di mercato con le valutazioni al metro quadro inserite quotidianamente dagli agenti immobiliari. Un sistema che valorizza il know-how degli operatori, indispensabili primi protagonisti del mercato immobiliare, e che ne esalta la professionalità: inserire valutazioni nel Nuovo ValuCasa significa in qualche modo dettare il prezzo di mercato degli immobili, pubblicizzando inoltre gratuitamente la propria agenzia.

COME FUNZIONA
Dopo aver inserito all’interno del campo di ricerca un qualsiasi indirizzo, il sistema visualizzerà:
– le valutazioni* al mq per la zona ricercata
– il contatto dell’agenzia che ha inserito la valutazione
– l’icona “casa” per i dettagli degli immobili in un raggio di 250 metri dall’indirizzo della valutazione
– l’icona “mappa” che mostra l’esatta ubicazione dell’indirizzo della valutazione

COSA CAMBIA: IL NUMERO CIVICO
Rispetto alla precedente versione, nel Nuovo ValuCasa le valutazioni possono essere inserite anche SENZA l’obbligo del numero civico. Ciò comporta una accessibilità maggiore allo strumento da parte degli operatori: in mancanza del civico il sistema riporterà infatti le valutazioni inserite relative agli indirizzi vicini e soprattutto a TUTTA LA VIA.

COSA CAMBIA: MODALITÀ DI INSERIMENTO
La modifica più importante del Nuovo ValuCasa riguarda le 2 diverse modalità di inserimento delle valutazioni:
1)      Per indirizzo (compilando singolarmente ogni indirizzo)
2)      Per CAP (con una lista precompilata di indirizzi appartenenti a quella zona)

www.valucasa.com

*Le valutazioni al mq contenute nel Nuovo ValuCasa sono riferite a immobili liberi di 70 mq circa, situati al piano medio e in buone condizioni. Tendenzialmente, più aumenta la metratura dell’immobile, più il prezzo tende a diminuire e viceversa. Quando si ricerca la valutazione di un immobile ad un dato indirizzo, il sistema risponde con un massimo di 10 valutazioni ordinandole per data di inserimento e quindi per distanza.

MLS REplat e Habitat Investments: come investire a Londra con profitto

Casa a Londra con MLS REplatLa Habitat Investments Ltd. sceglie il multiple listing service di Frimm per far da tramite tra gli investitori italiani e i proprietari inglesi: 1.500 agenzie italiane saranno così connesse a uno dei mercati con il più alto tasso di crescita dei prezzi e del numero delle compravendite del mondo

Grazie alla “no tax area” per rendite inferiori alle 10mila sterline poi, il real estate londinese è dall’inizio della crisi un rifugio sicuro anche per i piccoli investitori. E gli italiani l’hanno capito bene: dalla fine del 2011 le richieste “nostrane” sono salite del 120%

MLS REplat, il Multiple Listing Service creato da Frimm è sempre più internazionale: dopo Russia, Francia e Stati Uniti (Florida), il sistema online che fa collaborare migliaia di agenti immobiliari in Italia arriva anche nella terra di Sua Maestà la Regina. A Londra, di preciso, per andare a inserirsi in uno dei mercati immobiliari che più sta dando segnali di crescita dal 2007 – all’alba della crisi globale – a oggi.

Merito di questa iniziativa è di una società di brokering, la Habitat Investments Ltd., fondata e guidata da due fratelli, Francesco e Marco Fasanella, italiani di nascita ma britannici d’adozione. Francesco in particolare, è avvocato esperto di “Land Law” – diritto di proprietà – e docente della stessa materia al Birkbeck College di Londra.

“Il know how che la Habitat Investments ha acquisito negli anni sul posto, unito alla regole di tutela garantite da MLS REplat e la sua velocità di diffusione delle notizie attraverso la rete di operatori che ogni giorno vi lavorano – afferma Francesco Fasanella – sono gli aspetti che più di altri ci hanno fatto propendere per questo accordo. MLS REplat dovrebbe in questo senso facilitarci la vita”.

Il contesto londinese è molto peculiare, non solo perché l’ambito giuridico che regola le compravendite immobiliari è completamente diverso da quello italiano (non esiste la figura del notaio, non esiste la nostra proprietà piena ma tre categorie di possesso immobiliare e cioè Freehold, Share of the Freehold e Leasehold) ma anche perché conviene investire grazie alla forte crescita dei prezzi – +42% – che si è registrata negli ultimi 6 anni nelle cosiddette “prime locations”, le zone di alto profilo.

“Il mercato londinese in determinate zone è davvero molto mobile, schizofrenico quasi”, spiega Fasanella, “ma a differenza di quello italiano è instancabile, non conosce sosta, e per gli investitoti esteri – arabi e russi su tutti – rappresenta una fonte di investimento sicura. Anzi si potrebbe quasi dire che la crisi globale abbia spinto ad acquistare qui”.

“L’acquisto di immobili londinesi da mettere a reddito è diventata anche per i nostri clienti italiani una consuetudine. Capita che si possa rivendere un immobile a prezzo superiore del 30% anche dopo pochi mesi dall’acquisto; ancora, altrettanto velocemente un prezzo schizza alle stelle perché l’immobile è finito in asta. In questo contesto la figura del broker immobiliare è un faro nel buio”.

Ma quanto è diverso, nei numeri, lo scenario inglese dal nostro? “Non ci sono molte spese all’acquisto innanzitutto”, spiega Fasanella, “mentre c’è invece una tassa di registro (“Stamp Duty“) che è variabile: gli immobili di valore fino a 250mila sterline pagano l’1%, quelli fino a 500mila pagano il 3% e così via fino a un massimo del 7%. Le pratiche legali hanno un costo di circa 2mila sterline, quindi per un investimento da 250mila sterline i costi aggiuntivi comprensivi di intermediazione (3% in media) e tasse si aggirano sulle 12mila sterline. Quanto al reddito, una casa a Londra rende in media dal 3,5% al 5% annuo: il vero vantaggio sta però nella “no tax area” per le rendite inferiori a 10mila sterline”.

Vale a dire che fino a quella cifra è tutto utile, e questo gli investitori italiani l’hanno capito bene: secondo Savills le richieste tricolori sono aumentate dalla fine del 2011 addirittura del 120%; gli italiani rappresentano l’80% della domanda a Kensington e il 70% a Knightsbridge.

Habitat Investments Ltd. Londra

 

 

 

Contatti:
Francesco Fasanella (Managing Director)
f.fasanella@habitatinvestments.co.uk
Tel: +44 (0) 20 753 36 539+44 (0) 20 753 36 539
Crown House, 72 Hammersmith Rd,
London, W14 8TH – United Kingdom
Habitatinvestments.co.uk

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“Stabilità”: la parola chiave del Sentiment Fiups sul III quadrimestre 2013

Trend immobiliareAnche per il terzo quadrimestre del 2013 torna a far parlare di sé l’indice Fiups, vale a dire la rappresentazione grafica dello studio messo in atto da Federimmobiliare, Università di Parma e Sorgente Group noto come “Sentiment” che si basa su interviste mirate agli operatori del mercato immobiliare italiano.

Ebbene per il periodo analizzato – come detto quello conclusivo dello scorso anno – i protagonisti del Real Estate italiano vedono tutt’altro che nero. La parola sembra invece “stabilità”: il calo registrato dell’indice Fiups indica che si stanno stabilizzando le aspettative degli operatori, che nelle scorse rilevazioni avevano invece espresso sempre grande ottimismo.

Nel dettaglio, Roma offre le migliori opportunità per il mercato residenziale, Milano per quello commerciale, mentre Cortina e Capri sono le località più apprezzate per il settore alberghiero. Il campione degli operatori intervistati ritiene che l’economia nazionale avrà un miglioramento nei prossimi 12 mesi (60,58% degli intervistati), ma tale convinzione non si riflette sull’attività professionale, che per il 2014 non porterà a nuove assunzioni (per il 74,44% degli operatori). Ma il clima più sereno porterà un minimo di crescita: gli intervistati per il 75,56% intendono apportare infatti innovazioni nella propria azienda anche a patto di effettuare nuovi investimenti. Nonostante il trend, sono ancora tuttavia in molti quelli che ritengono (parliamo del 36%) che il peggio non sia ancora passato.

Per il 2014 solo il 3,7% prevede un miglioramento consistente nel mattone. Cresce lo sconto per gli immobili periferici, un segmento che continua a soffrire la mancanza di domanda. Ma per ripartire gli intervistati indicano due misure necessarie: gli incentivi finanziari sui mutui e l’eliminazione della tassazione sulla casa. Grande la preoccupazione espressa per il livello di disoccupazione, che insieme alle tasse e alle eccessive richieste di garanzia avanzate dalle banche contribuiscono a deprimere il mercato.

Quanto alla distribuzione geografica del residenziale, il maggiore appeal lo detiene il Nord Ovest (per il 46% degli intervistati), interessante anche per gli uffici, mentre il commerciale piace sia nel Nord Ovest sia al Centro.
Nella classifica delle città in cui è preferibile investire spiccano Milano e Roma, seguite per il residenziale da Firenze, Bologna e Torino e per gli uffici da Firenze, Bologna e Padova. Per il retail entra in classifica anche Venezia, quinta. Immobili industriali: Torino è seconda sola a Milano, così come a livello di uffici è dietro a Milano e Roma.