APE: l’attestato di prestazione energetica e i meccanismi di controllo dopo il 145/2013

Attestato di prestazione energeticaA qualche mese di distanza dall’approvazione del decreto legge “Destinazione Italia” torniamo a parlare di Ape, vale a dire degli attestati di prestazione energetica, per chiarire alcuni aspetti che proprio il 145/2013 ha definito. In particolar modo ci riferiamo ai meccanismi di controllo, obblighi e sanzioni che gravitano attorno alle corrette procedure che si applicano alla certificazione delle prestazioni energetiche di un immobile.

Con il 145/2013 è stato, ad esempio, cancellato l’obbligo di allegare l’attestato di prestazione energetica ai contratti di cessione a titolo gratuito di immobili e ai contratti di locazione di singole unità abitative. Anche nei casi in cui resta l’obbligo di allegare la documentazione, non è più previsto l’annullamento del contratto (così come disposto dall’art. 1 comma 7 del D.L. 145/2013) ma viene invece stabilita una multa a carico delle parti. 

Il “Destinazione Italia” ribadisce invece l’obbligo di inserire in alcuni contratti immobiliari una clausola con la quale “l’acquirente o il conduttore dichiarino di aver ricevuto le informazioni e la documentazione, comprensiva dell’attestato, in ordine alla attestazione della prestazione energetica” relativamente a:
1) contratti di compravendita immobiliare;
2) atti di trasferimento di immobili a titolo oneroso;
3) nuovi contratti di locazione di edifici o di singole unità immobiliari soggetti a registrazione.

GLI OBBLIGHI
Ancor più nello specifico, sono 3 gli obblighi previsti dalla normativa:
1) l’obbligo di “dotazione”, vale a dire la “messa a disposizione” dell’APE, che avviene quando si consegna l’APE all’acquirente o futuro conduttore;
2) l’obbligo “dichiarativo”, che si adempie inserendo una clausola nella quale acquirente o conduttore confermano di aver ricevuto le informazioni e la documentazione comprensiva dell’APE sulla prestazione energetica dell’immobile. Tale obbligo viene ricompreso negli atti di trasferimento a titolo oneroso e nei nuovi contratti di locazione immobiliare se soggetti a registrazione;
3) l’obbligo di “allegazione” di copia dell’attestato al contratto di trasferimento dell’immobile a titolo oneroso e per i contratti di locazione di edifici.

LE SANZIONI
Gli obblighi di dichiarazione e di allegazione sono sanzionabili a norma del D.L. 145/2013 solo con sanzioni amministrative e non – come detto – con la sanzione di nullità contrattuale assoluta. Le parti pertanto saranno responsabili in solido al pagamento:
1) di una sanzione da 3.000 a 18.000 euro, per gli atti di trasferimento a titolo oneroso e per le locazioni di edifici;
2) di una sanzione da 1.000 a 4.000 euro per le locazioni di singole unità immobiliari di durata superiore a tre anni (si tratta, quindi, solo della violazione dell’obbligo di dichiarazione, in quanto l’obbligo di allegazione non sussiste);
3) di una sanzione da 500 a 2.000 euro per le locazioni di singole unità immobiliari non eccedenti tre anni (si tratta, quindi, solo della violazione dell’obbligo di dichiarazione, in quanto l’obbligo di allegazione non sussiste).

L’obbligo di “dotazione” (art. 6 comma 2), invece, è tuttora sanzionato dall’art. 15, commi 8-9, del D.Lgs. 192/2005 che prevede:
1) per i contratti di vendita immobiliare, una sanzione non inferiore a 3.000 euro e non superiore a 18.000 euro;
2) per i contratti di locazione di edifici o di singole unità abitative, una sanzione non inferiore a 300 euro e non superiore a 1.800 euro.
L’accertamento e l’imputazione delle violazioni, così come stabilito dalla norma, sono svolte alla registrazione dell’atto, dall’Agenzia delle Entrate, oppure dalla Guardia di Finanza. 
Tuttavia è impossibile per le Entrate, contestare la violazione “all’atto della registrazione dell’atto”, in quanto la registrazione stessa avviene «al momento della ricezione del file telematico» e nel caso di registrazione delle locazioni con i modelli Siria, Iris e Rli avviene senza che il contribuente debba “caricare” online l’atto e i suoi allegati. È chiaro che risulta impossibile, per i funzionari del Fisco, verificare se la normativa è stata rispettata. 

Per tale motivo è in corso di emanazione lo schema di decreto in materia di semplificazioni fiscali (atto del Governo 99-bis), che prevede che le Entrate debbano trasmettere le informazioni necessarie in via telematica direttamente al Ministero dello Sviluppo Economico che si occuperà di accertare e contestare le eventuali violazioni. La norma prevede che siano inviati anche i dati dei contratti registrati dal 24 dicembre 2013 a oggi.

Attestato di prestazione energetica: ecco le norme da seguire

APE attestato di prestazione energeticaDallo scorso 5 giugno 2013 l’Attestato di certificazione energetica (Ace) è stato sostituito dall’Ape (Attestato di prestazione energetica), conformemente a quanto previsto dalla direttiva 2010/31/UE.

L’Ape è regolato dal decreto legge 63/2013 che disciplina le nuove modalità di calcolo delle prestazioni energetiche degli edifici e delle unità immobiliari. Tutti gli annunci di vendita e di locazione devono riportare l’indice di prestazione energetica dell’involucro edilizio e globale dell’edificio o dell’unità immobiliare e la classe energetica corrispondente.

Come ricorda Fiaip in una nota apparsa oggi sul suo sito, in caso di vendita o di locazione l’Ape deve essere consegnato, rispettivamente, dal proprietario o dal locatore dell’immobile all’acquirente e al conduttore e ha una validità di dieci anni a partire dal suo rilascio. Esso dev’essere aggiornato ad ogni intervento di ristrutturazione o riqualificazione dell’immobile che modifichi la classe energetica dell’edificio e dell’unità immobiliare.

Il proprietario deve rendere disponibile l’Ape al potenziale acquirente o al nuovo locatario fin dall’avvio delle trattative e consegnarlo alla fine delle stesse (art. 6, comma 2, d.l.n. 63/13). Il documento energetico (Ape) dovrà essere già stato consegnato all’acquirente o al conduttore al momento della stipula dell’eventuale  contratto preliminare/contratto di locazione; non è previsto espressamente alcun obbligo di menzionare una tale circostanza nel contratto preliminare, menzione che, comunque, deve ritenersi estremamente opportuna.

In caso di vendita o locazione di un edificio prima della sua costruzione, il venditore o il locatore deve fornire evidenza della futura prestazione energetica dell’edificio e dovrà produrre l’Ape congiuntamente alla dichiarazione di fine lavori. Nei contratti di vendita o nei nuovi contratti di locazione deve inoltre essere inserita una clausola con la quale l’acquirente o il conduttore danno atto di aver ricevuto le informazioni e la documentazione, comprensiva dell’ape, in ordine all’ attestazione della prestazione energetica degli edifici.

Il decreto legge 63/2013 prevede, inoltre, dure sanzioni amministrative per i proprietari degli immobili che non rispettino l’obbligo di dotazione dell’Ape in caso di vendita (la sanzione va da 3mila a 18mila euro) mentre è prevista una sanzione da 300 a 1800 euro per i locatori che stipulino i nuovi contratti di locazione privi di Ape. Non meno severe le sanzioni per il responsabile dell’annuncio, tenuto a pagare una somma compresa tra 500 e 3000 euro nel caso in cui l’annuncio non contenga l’indice di prestazione energetica e la relativa classe energetica.

In coda alla pagina del sito Fiaip che si aprirà cliccando QUI è possibile leggere e scaricare tutte le leggi e i documenti sull’attestato di prestazione energetica.

Certificazione energetica e affitto: ecco come fare

certificazione energeticaNei contratti di locazione la certificazione energetica è obbligatoria, ma solo in alcune regioni. Ecco una guida per sapersi orientare

La domanda fatidica è: è obbligatorio presentare l’Attestato di Certificazione Energetica nei contratti di  affitto, o locazione? La risposta è: dipende.
In alcune regioni infatti tra le varie documentazioni di un contratto d’affitto è necessario inserire anche il certificato energetico dell’immobile, mentre altre regioni non hanno l’obbligatorietà nei casi di locazione.

Le regioni in cui è obbligatoria la certificazione energetica nella locazione di un immobile sono: Lombardia, Piemonte, Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Sicilia, Provincia autonoma di Bolzano.
Se l’immobile che vorrete affittare si trova in una di queste regioni, sappiate che dovrete presentare la certificazione energetica insieme a tutti i documenti per la locazione; non esitate a richiederla se al contrario dovrete prendere una casa in affitto: l’attestato di certificazione energetica è infatti a carico del proprietario dell’immobile in affitto.

Il proprietario dell’immobile deve consegnare alla controparte copia dichiarata conforme all’originale dell’attestato di certificazione energetica, per tutti i contratti “nuovi” o “rinnovati” a decorrere dal 1° luglio 2010, data in cui la certificazione nei contratti di locazione è diventata obbligatoria.
Stessa cosa se il contratto ha subito un rinnovo espresso o tacito con decorrenza da tale data.

Una precisazione: dal primo gennaio 2012 è entrato in vigore l’obbligo dei indicare la classe energetica in tutti gli annunci immobiliari, in tutt’Italia.
Quindi, anche sugli annunci di affitto è obbligatorio indicare la certificazione energetica dell’edificio; ciò anche nelle regioni in cui non è necessario fornire copia del certificato energetico nel contratto d’affitto.

Riassumendo, possiamo concludere che la certificazione energetica è obbligatoria nella locazione quando:
viene stipulato un nuovo contratto di locazione o rinnovare un contratto già esistente per immobili ad uso abitativo;
viene stipulato un nuovo contratto di locazione o rinnovare un  contratto già esistente per immobili ad uso non abitativo;
viene stipulato un contratto di locazione per un immobile ad uso vacanza per una durata superiore di 30 giorni complessivi nell’anno;
viene stipulato un contratto di affitto di azienda comprensivo di immobili;
viene stipulato un contratto di locazione finanziaria (leasing) per un immobile.

Al contrario non si ritiene obbligatorio produrre l’attestato di certificazione energetica per l’affitto quando:
viene stipulato un contratto di locazione per un immobile ad uso vacanza per un periodo inferiore a 30 giorni all’anno;
viene stipulato un contratto di locazione ad uso abitativo per immobili di proprietà pubblica (esempio ALER);
viene concesso un edificio in comodato d’uso gratuito e/o usufrutto;
l’immobile in affitto si trova in una delle regioni non elencate sopra.

Affitto di unità immobiliari
La normativa che definisce quando dotare l’unità immobiliare dell’ACE prima di un affitto è stata modificata con il D.Lgs 28/11 (cosiddetto Decreto Rinnovabili). Attualmente, in caso di affitto l’ACE va consegnato al conduttore solo se l’immobile è già dotato di ACE (o avrebbe dovuto esserlo).

I casi in cui un proprietario deve consegnare l’ACE al conduttore sono i seguenti:
Immobili costruiti (vale il titolo abilitativo) dopo Ottobre 2005;
Immobili oggetti di trasferimento a titolo oneroso con atto effettuato dopo il 1 Luglio 2009 (dopo il 1 Luglio 2007 per gli immobili con superficie utile maggiore di 1000 mq);
Immobili per cui sono stati richiesti incentivi o agevolazioni dopo il 1 Luglio 2007;
Immobili pubblici i cui contratti di gestione degli impianti di climatizzazione o termici siano stati rinnovati o stipulati dopo il 1 Luglio 2007;
Immobili costruiti, ristrutturati radicalmente o demoliti e ricostruiti dopo Ottobre 2005

Certificazione energetica: Stop alle autodichiarazioni in classe “G”

Certificazione EnergeticaTratto da Ufficio Stampa Ministero dello Sviluppo Economico

Sulla Gazzetta Ufficiale n. 290 del 13.12.2012 è stato pubblicato il Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico relativo alla “Modifica del decreto 26.06.2009, recante: Linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici”.
L’autocertificazione in classe G non è più consentita per attestare il rendimento energetico di immobili in vendita. Ad abolirla è un nuovo decreto, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, con il quale il Ministero dello Sviluppo Economico ha modificato le Linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici (decreto 26 giugno 2009).  In caso di vendita di un edificio o di un alloggio, i proprietari hanno ora un’unica possibilità: rivolgersi ad un professionista, che sia qualificato o accreditato, a seconda di quanto previsto dalla legislazione regionale.
Il decreto è strettamente collegato alla procedura di infrazione aperta dalla Commissione Europea nei confronti dell’Italia per incompleta e non conforme attuazione della direttiva 2002/91/CE sul rendimento energetico in edilizia e, in particolare, sulla possibilità, introdotta nel D.M. 26.06.2009, per i proprietari di determinati immobili, di optare per una autocertificazione sulla classe energetica più bassa (autocertificazione di classe G) in violazione dell’articolo 7, paragrafi 1 e 2 della Direttiva 2002/91/CE.

Sanzioni gravi per cartelli pubblicitari non a norma

Affissione AbusivaPrincipali cause: affissione abusiva e assenza di Certificazione Energetica

Avviso importante a tutti gli operatori del network: l’azienda vi segnala che sono state inflitte multe molto salate per cartelli pubblicitari non a norma di legge – l’azienda è al corrente di casi di affissione abusiva – e per annunci immobiliari pubblicati in maniera irregolare, anche a causa della mancanza della parte relativa alla Certificazione Energetica.

Frimm Holding invita tutto il network a una maggiore attenzione in questo senso onde evitare di incorrere in spiacevoli contrattempi.

Risparmio energetico, certificazioni bluff

certificazione energeticaServe un Certificato Energetico? Lo si può avere anche per 50 euro. Senza sopralluogo: arriverà per posta, pronto per essere allegato ad un atto di compravendita, e non sarà certo il notaio – tranne che in Lombardia – a verificarne la congruità. Benvenuti nella giungla tutta italiana delle certificazioni facili, figlie del business che il boom della Green Economy porta con sé. E dove si stima che il 65 per cento della documentazione sia “non rispondente”.

“Colpa degli avventurieri, ma anche di professionisti di bassa lega, spesso neppure iscritti agli albi”, attacca Pietro Ernesto De Felice, vicepresidente del consiglio nazionale degli ingegneri. Che spiega: “Il problema sono i certificatori: servono competenze specifiche, un corso di 80 ore non può né deve bastare”.

Introdotta in Italia nel 2005 con il recepimento di direttive comunitarie (si volevano ridurre i consumi energetici europei del 22 per cento entro il 2010), la Certificazione Energetica dovrebbe valere sia per i nuovi edifici, sia per quelli esistenti. Dal 2009 il documento è indispensabile per gli atti di compravendita. Peccato però che le regole siano univoche perchè le regioni possono legiferare in proprio. “L’energia è materia concorrente e questo spiega buona parte della confusione esistente”, dice Giuliano Dall’O”, direttore di Sacert, l’ente che autorizza i certificatori. L’assenza di un modello unico accentua le differenze, tanto che nelle regioni che non hanno legiferato né recepito le norme nazionali basta una semplice autocertificazione.

“E’ un federalismo da accattoni, proprio mentre l’europa è alla ricerca di un sistema unico per tutti i paesi membri”, protesta Beppe Gamba, presidente di Azzero C02, società di consulenza energetica. Non a caso, la Commissione Europea ha aperto una procedura d’infrazione contro l’Italia. Chiamata a garantire che i certificatori siano “esperti e indipendenti”, a cancellare la possibilità di autocertificazione ad estendere l’obbligo dell’attestato a tutti gli edifici esistenti, anche in quelli in affitto, come ha già fatto la Lombardia. Dove un’indagine a campione su 40 certificati ne ha scovati 16 truffaldini.

Tratto da Panorama

Certificati energetici, è record in Lombardia

Certificazione Energetica (ACE)Nel periodo che va da settembre 2007 ad oggi in Lombardia sono stati registrati nel catasto energetico oltre 774.000 attestati di Certificazione Energetica (ACE), cioè più della metà dei certificati energetici registrati complessivamente in Italia.

E’ quanto emerge dalla ricerca su “efficienza e qualità energetica: i dati del patrimonio edilizio certificato”…

Tratto da Casa&Clima

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Classificazione energetica, solo la Lombardia sanziona chi non rispetta l’obbligo

certificazione energeticaClasse A, classe B, classe C: che prestazione energetica hanno gli immobili italiani? Non è ancora possibile farsene un’idea chiara, perché nel primo mese del 2012, nonostante l’entrata in vigore dell’obbligo di certificazione, solo il 12,7% degli immobili in vendita o in locazione ha comunicato la propria condizione energetica. La regione più attiva in questo senso è la Lombardia, l’unica ad aver attivato sanzioni ? Multe fino a 5mila euro – per chi disattende l’obbligo…

Tratto da Borsa Italiana

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Certificazione energetica in Lombardia: le risposte ai tuoi dubbi

certificazione energetica ACEDal primo gennaio 2012 è in vigore l’obbligo della Certificazione Energetica (ACE) senza la quale non sarà possibile vendere o affittare casa. La legge stabilisce inoltre che sarà obbligatorio indicarla nell’annuncio immobiliare. Ma siccome la normativa si applica a livello regionale, le cose cambiano a seconda di dove si vive. La legge più rigida è in Lombardia e noi di Idealista abbiamo chiesto a Beatrice Zanolini, direttore di Fimaa Milano, di rispondere a tutti i dubbi che preoccupano proprietari, acquirenti e agenti immobiliari.

Tratto da Idealista.it

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