Prezzi in calo, compravendite in aumento: l’Istat fotografa il mercato immobiliare

Aumenta il numero degli immobili compravenduti mentre continuano a diminuire i prezzi di vendita nel mercato immobiliare residenziale italiano. Così l’Istat, Istituto Nazionale di Statistica, ha descritto la situazione attuale alla Commissione Finanze della Camera, durante la proposta di legge relativa alla nuova Imu 2019 svoltasi lo scorso 23 luglio.

L’andamento del mercato del mattone italiano nell’ ultimo decennio

La vertiginosa impennata che il mercato immobiliare ha fatto registrare dal 1997 al 2006 – anni in cui c’è stato addirittura un raddoppio del numero delle compravendite – è poi gradualmente calata a partire dal 2007 e fino al 2013.

Si assiste poi a una graduale ripresa del mercato immobiliare a partire dall’anno 2014: in particolare nel 2018 quando le compravendite aumentano del 35,7% rispetto al periodo critico del 2013 ma risultano comunque inferiori del 28,9% rispetto al picco del 2006.

L’Istat segnala come questo progressivo aumento dei volumi compravenduti sia stato accompagnato da una lenta ma continua diminuzione dei prezzi delle case: l’IPAB (indice Istat dei prezzi delle abitazioni acquistate per fini abitativi o investimento) si è abbassato dello 0,5% rispetto allo scorso trimestre e dello 0,8%, rispetto allo stesso periodo del 2018.

L’acquirente è pronto a spendere qualcosa in più per un’ abitazione nuova

Ad incidere maggiormente su questo calo però sono i prezzi relativi alle abitazioni esistenti (- 1,3%), poiché i prezzi delle abitazioni nuove in realtà sono aumentati del 1,7%. Rispetto agli stessi mesi del 2010, anno in cui si cominciano a registrare gli indici IPAB, i prezzi delle abitazioni in Italia sono diminuiti del 17,2%. Nel dettaglio a influire su questo dato sono sempre i prezzi delle abitazioni esistenti con un – 23,7%, mentre si registra una leggero aumento dello 0,8%, per quelli delle abitazioni nuove.

Negli anni successivi, a eccezione di rari casi sporadici, i prezzi hanno continuato la loro discesa. Nello specifico, l’Istat ha spiegato come la crescita del costo degli immobili residenziali avviene solo nei periodi in cui la domanda cresce considerevolmente (come successo nel 2016) mentre la resistenza dei prezzi a aumentare o a diminuire sembra sia dovuta ad altri fattori come ad esempio il deterioramento del patrimonio immobiliare, ripresa economica debole, invecchiamento della popolazione e difficoltà ad attrarre investimenti esteri.

“Dalla fotografia del mercato immobiliare residenziale che ci ha mostrato l’Istat è evidente che quello attuale è davvero un buon momento per chi deve comprare casa”, spiega il presidente di Frimm S.p.A. Roberto Barbato. “L’acquisto dell’ usato è conveniente ma non posso non menzionare le nuove costruzioni. Il costo è leggermente più alto ma giustificato se si pensa ai materiali odierni e alle nuove tecniche di costruzione che le rendono più performanti dal punto di vista energetico e abitativo”.

Mercato del mattone in positivo: il 2018 si chiude a +9,3%

Compravendite positive in Italia. Il mercato immobiliare continua a registrare risultati con un bel più davanti. A dire che agli Italiani piace comprare casa sono i dati dell’OMI dell’Agenzia dell’Entrate relativi al IV trimestre del 2018.

Quello che mostrano gli esiti degli studi, infatti, è un forte aumento delle compravendite con un +9,3 % per le abitazioni e un +5,8 % per gli immobili commerciali, in confronto allo stesso trimestre dello scorso anno.

In particolare, il mercato delle abitazioni è in crescita in tutto il territorio nazionale con un incremento più evidente al Nord Est (+12,5%) e al Centro (+12,4%) mentre al Sud si registra un più contenuto +4,3% trainato dalla città di Palermo (+18,5%) che si piazza sul podio subito dopo Bologna (+20,9%).

Le altre città della Penisola che registrano i migliori risultati per gli immobili residenziali sono Roma (+10,9%) e Milano (+9,5%) che fanno ben sperare per il 2019: le prime previsioni vedono infatti la città “Ambrosiana” in testa per numero di compravendite e, in generale, per l’interesse che sta suscitando negli investitori.

Tempi di vendita e tipologie di immobili

I prezzi delle abitazioni si mantengono sostanzialmente stabili e i tempi di attesa per la vendita diminuiscono in media di 1 mese (da 8,2 a 7,2 mesi).

Ma di che tipo di immobili stiamo parlando? La casa preferita dagli italiani è di tipo medio-grande, tra i 55 e i 115 metri quadrati, dato sostanzialmente molto simile al 2017.

In espansione anche le compravendite dei locali commerciali. Non si tratta però di un aumento omogeneo in tutto il territorio nazionale. Basti pensare che il tasso varia da un +3% al Sud a un +11,5% a Nord Est. Differenze anche sulle tipologie di immobili commerciali venduti: Bologna è la prima città per la compravendita di negozi e laboratori e, al contempo, una delle ultime per uffici e studi insieme con Genova. Segue Milano, al secondo posto per quanto riguarda negozi e laboratori e al primo per le compravendite di uffici e studi insieme con Palermo.

Nel complesso, il IV trimestre del 2018 ha rappresentato, senza ombra di dubbio, il tasso di crescita più alto degli ultimi 15 mesi di espansione del mercato immobiliare italiano. Buone notizie quindi per gli agenti immobiliari, questi dati ci fanno ben sperare per un ulteriore aumento delle compravendite anche nel 2019.

Casa 2016: è boom immobiliare con +18,4% di compravendite in Italia

Mercato immobiliare ItaliaSe tre indizi fanno una prova, tre anni chiusi con il segno positivo nell’immobiliare sono una certezza solida come la roccia: il mercato di casa nostra si è ripreso e marcia a grandi passi verso un futuro roseo. Lo dicono i numeri dell’Osservatorio Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate, che per il terzo anno consecutivo registrano una crescita a doppia cifra del real estate italiano, che supera il milione di immobili compravenduti – un risultato che non veniva raggiunto dal 2011 – e con un incremento del 16,4% degli scambi nell’ultimo trimestre dell’anno. L’anno 2016 si è chiuso con quasi il 20% di trattative immobiliari andate a buon fine in più rispetto all’anno precedente (+18,4%): l’incremento più alto ha interessato il settore produttivo (+22,1%), seguito dalle pertinenze (+19,2%), dal residenziale (+18,9%), dal commerciale (+16,6%) e dal terziario (+12,5%), spiega l’Agenzia, che sottolinea come “tra le grandi città il mercato delle abitazioni è stato particolarmente vivace a Torino, che incrementa le compravendite del 26,4% rispetto al 2015, a Bologna (+23,7%), Genova (+22,9%) e Milano (+21,9%)”.

Mutui terzo trimestre 2014: +13,9% per l’Istat, e crescono del 3,7% le compravendite

Mutui 2014: è boom nell'ultimo trimestreL’Istat conferma quanto già evidenziato dall’Agenzia delle Entrate lo scorso novembre, e dà notizia di una covincente ripresa del mercato immobiliare nel terzo trimestre del 2014. Il dato più significativo riguarda l’impennata del 13,9% per mutui, finanziamenti e altre obbligazioni con ipoteca. Ne è conseguito un segno positivo anche per le compravendite, dunque, con un rialzo del 3,7% su base annua.
Nel periodo analizzato, da luglio a settembre, crescono le compravendite sulle case (+3,7%), e quelle su uffici e negozi (+4,8%). Le grandi città mostrano la strada da seguire: “Gli archivi notarili con sede nelle città metropolitane sono i principali beneficiari dei segnali positivi provenienti dal mercato delle compravendite immobiliari”, spiega l’Istat, con aumenti del 4,8% nel settore residenziale e del 14,7% in quello economico. Ma è sui mutui, come detto, che l’accelerata registrata è davvero significativa: i primi nove mesi dell’anno 2014 segnano infatti un aumento del 7,8%, per un totale di 201.079 atti notarili. Bene il Nord, che vanta più della metà delle convenzioni stipulate, anche se è proprio nel Sud che si osservano i più importanti segnali di recupero rispetto all’anno precedente (Sud +22,6% e Isole +21,8%). Rispetto ai dati delle Entrate, l’Istat precisa che si tratta di dati conteggiati in modo differente, sebbene la fonte originaria, le transazioni di compravendita di fronte ad un notaio, sia la stessa.

L’Omi fa il punto sul mercato immobiliare nel 1° semestre 2013

Mercato immobiliare I semestre 2013L’Agenzia delle Entrate pubblica le nuove note territoriali e conferma una generalizzata contrazione delle compravendite

L’Omi ha pubblicato le Note territoriali sulle compravendite e sulle quotazioni relative al 1° semestre 2013. L’osservatorio dell’Agenzia delle Entrate fornisce, in questo particolare tipo di pubblicazioni, informazioni espresse in Ntn (Numero di transazioni normalizzate), calcolate cioè in base alle quote di proprietà compravendute e sulle quotazioni delle case. Vengono analizzate, inoltre, l’intensità del mercato immobiliare (indice Imi) e la distribuzione delle compravendite secondo la dimensione delle abitazioni.

In Lombardia il mercato immobiliare residenziale è il mercato più florido grazie al +20,08% di Ntn fatto registrare nel primo semestre 2013. Rispetto al 2012, però, tutte le province lombarde hanno manifestato un deciso calo nelle compravendite che è arrivato fino al -13%.

Riguardo al capoluogo lombardo, Milano è una delle città italiane con un andamento sempre costante, che rappresenta l’11,5% circa del totale delle compravendite del residenziale, con un decremento pari solo al -3,3% rispetto al I semestre 2012.

Nel Lazio, invece, il dato regionale delle Ntn effettuate nel periodo in esame rappresenta circa l’11%  dell’intero mercato immobiliare residenziale nazionale italiano. L’andamento negativo, rispetto al I semestre 2012, persiste anche nel I semestre 2013: il decremento rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso è pari al -12,5%.

In particolare, il capoluogo laziale, nonostante il mercato sia calato, ha la più alta percentuale di vendita pari al 17,9% Ntn, che si conferma una quota rilevante rispetto all’intero territorio nazionale. In più Roma si conferma la città più cara tra le province del Lazio.

Per quanto riguarda la Campania invece, il mercato regionale ha rappresentato oltre il 6,5% del totale italiano, con una percentuale in ribasso rispetto al semestre precedente pari al -8,3%. Complessivamente la provincia di Napoli rappresenta il 3,5% degli scambi nazionali, con un 4,77% limitatamente ai capoluoghi.

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Il social housing secondo il Movimento 5 stelle

beppe grilloTratto da Monitor Immobiliare

Dal blog di Beppe Grillo la proposta di edilizia sociale trasmessa al gruppo parlamentare del Movimento 5 Stelle: “Negli ultimi sei anni le compravendite immobiliari sono dimezzate (fonte Confedilizia), nel 2012 i mutui ipotecari per acquisti di immobili sono calati del 42%. Molti cittadini non riescono più a pagare i mutui. Le loro abitazioni sono messe all’asta, i pignoramenti sono in forte aumento, ma per la depressione del mercato immobiliare molte aste vanno deserte. Gli istituti di credito posseggono immobili, pignorati e ricevuti in garanzia, che non riescono a vendere e che continuano a perdere il loro valore.

Un milione di famiglie vuole acquistare un alloggio o rimanere in quello ipotecato, ma ne è impossibilitata perché non trova una banca che la finanzi o le eroghi un mutuo. Lavoratori precari, a tempo determinato, liberi professionisti e collaboratori oltre ad un buon numero di imprenditori, sono considerati soggetti a rischio insolvenza e nessun prestito può essere loro garantito.

Riformulando il concetto di abitazione sociale o agevolata, si propone che lo Stato sia “garante” per le famiglie. I Comuni e gli enti locali potrebbero trattare con le banche per ottenere un prezzo scontato degli immobili invenduti da assegnare alle categorie che non riescono ad avere un mutuo. Il rischio insolvenza di norma non supera un 5% dei casi e lo Stato potrebbe pagare le rate al posto del cittadino per il periodo di difficoltà e recuperare la spesa sostenuta allungando i termini di pagamento.

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Mutui anti-crisi, istruzioni per l’uso

Crisi ImmobiliareOramai è certo. Siamo in crisi. Il mercato finanziario stenta a riprendersi nonostante il costo del denaro sia ai minimi da sempre. Il numero delle Compravendite Immobiliari arriverà nel 2012 forse a 400mila unità, quasi la metà di 3 anni fa che sfiorava quota 800mila. Di conseguenza scendono anche i prezzi delle case. Quale migliore occasione per chi possiede un minimo di liquidità per comprare casa nei prossimi mesi? Ma con quale mutuo? Quale tipologia di tasso converrebbe oggi scegliere?  Se è pur vero che la BCE  ha tagliato i tassi ufficiali allo 0,75% e intende mantenerli bassi ancora per un certo periodo, come fare con le banche, che fino a 24 mesi offrivano Spread sui mutui all’1% e oggi sfiorano il 3% con punte fino al 4%?

Tratto da Affari Italiani

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Zero tasse sulle compravendite di case

Mercato immobiliare in caloDetassare le compravendite immobiliari. È questa l’idea alla quale sta lavorando il Ministero dell’Economia per evitare che la stangata dell’Imu e la raffica di tasse che colpiranno il mattone stronchi irrimediabilmente il settore.

A lanciare il sasso nello stagno è stato proprio il sottosegretario all’economia, Gianfranco Polillo, che in rapida successione ha annunciato al Corriere della Sera e Radio 1 rai il progetto che sta prendendo forma in via XX Settembre. “Non si può abbattere l’Imu ma stiamo già ragionando sulla tassazione degli immobili…

Tratto da Milano Finanza.it

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