Più valore agli immobili MLS REplat: ecco il Controllo Qualità MLS

QCMLS REplat, la piattaforma online creata da Frimm che fa collaborare ogni giorno migliaia di agenti immobiliari, lancia oggi un nuovo servizio di tutela per gli agenti e per il cliente finale: il “Controllo Qualità MLS”.

Grazie all’impegno e al contributo del settore informatico, dell’ufficio comunicazione e marketing della Holding presieduta da Roberto Barbato e alla preziosa consulenza dell’Area Manager del Lazio Flavio Monti, MLS REplat lancia ufficialmente oggi controllo Qualità MLS, un sistema di checking in tempo reale della bontà di tutte le schede immobile inserite all’interno della piattaforma MLS REplat, secondo gli standard della collaborazione. Il servizio farà capo all’ufficio già deputato dall’azienda a far da garante sulle compravendite in condivisione tra agenti legati al network: RE Assistance.

LA PROCEDURA DI CONTROLLO
Quando un immobile riceve il bollino Controllo Qualità MLS? Quando su quell’immobile è stato verificato che il proprietario ha dato in esclusiva all’agenzia l’incarico di vendita e RE Assistance ha verificato il corretto inserimento di ulteriore documentazione e di almeno 5 foto.

I VANTAGGI PER GLI AGENTI IMMOBILIARI
L’operatore che ottiene il bollino per un immobile ha l’incarico in esclusiva per quell’immobile: è questo il modo migliore per distinguersi e per vedere valorizzato il suo lavoro di professionista della mediazione. Inoltre, i colleghi della piattaforma sanno che quell’immobile ha delle caratteristiche specifiche ed è stato controllato dai responsabili di RE Assistance.

I VANTAGGI PER I CLIENTI
Il vantaggio per l’acquirente finale è avere come referente l’agente immobiliare scelto dal venditore come unico responsabile di quella transazione. Il proprietario di casa guadagna inoltre visibilità rispetto agli altri immobili inseriti all’interno della piattaforma. Il bollino garantisce infatti una esposizione privilegiata nei risultati di ricerca: le schede Qualità MLS vengono visualizzate in cima alla pagina e le foto sono più grandi.

Tutti gli aderenti al Network Frimm e MLS REplat troveranno i dettagli del Controllo Qualità MLS all’interno della sezione REA nella propria area riservata.

Con la rendita immobiliare non si fa business in Sicilia

SiciliaI dati del rapporto “Gli immobili in Italia 2012” a cura del Dipartimento Finanze, ministero Economia. Nell’Isola il valore complessivo del patrimonio residenziale è di 353,6mld di euro.
Avere un tetto sulla testa è una necessità basilare per ogni essere umano. Quanto poi sia esteso questo tetto, quanto valga e quanto costi mantenerlo è cosa che varia da contesto a contesto. Lo ha rilevato lo studio “Gli immobili in Italia 2012” ultima versione del gennaio 2013, a cura del Dipartimento Finanze del Mef dal quale emergono dati assai diversificati tra le varie regioni italiane.

Tratto da Il Quotidiano di Sicilia

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Il brand Frimm anche su Casa.it

casa.itA partire dal 1 febbraio il marchio sarà presente nelle ricerche immobili

Dal 1 febbraio 2013 il marchio Frimm troverà spazio sul prestigioso portale Casa.it con un banner creato ad hoc dall’ufficio comunicazione per pubblicizzare l’azienda.

Questa si aggiunge alle altre importanti iniziative messe in campo da Frimm dall’inizio del nuovo anno, partnership rilevanti che fanno il paio con la promozione con Enel Energia cominciata già nel 2012 e che continua a portare il marchio Frimm nelle case degli italiani.

Collaborazioni come quelle con il free-press Metro o con il TC Parioli, e altre in arrivo legate al lancio di MLS REplat 3, più la costante presenza sui social network come Facebook, Twitter, Linkedin, YouTube, stanno a sottolineare quanto la Holding in questa nuova stagione abbia preso molto seriamente la presenza del proprio brand su ogni fronte possibile.

 

Certificazione energetica e affitto: ecco come fare

certificazione energeticaNei contratti di locazione la certificazione energetica è obbligatoria, ma solo in alcune regioni. Ecco una guida per sapersi orientare

La domanda fatidica è: è obbligatorio presentare l’Attestato di Certificazione Energetica nei contratti di  affitto, o locazione? La risposta è: dipende.
In alcune regioni infatti tra le varie documentazioni di un contratto d’affitto è necessario inserire anche il certificato energetico dell’immobile, mentre altre regioni non hanno l’obbligatorietà nei casi di locazione.

Le regioni in cui è obbligatoria la certificazione energetica nella locazione di un immobile sono: Lombardia, Piemonte, Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Sicilia, Provincia autonoma di Bolzano.
Se l’immobile che vorrete affittare si trova in una di queste regioni, sappiate che dovrete presentare la certificazione energetica insieme a tutti i documenti per la locazione; non esitate a richiederla se al contrario dovrete prendere una casa in affitto: l’attestato di certificazione energetica è infatti a carico del proprietario dell’immobile in affitto.

Il proprietario dell’immobile deve consegnare alla controparte copia dichiarata conforme all’originale dell’attestato di certificazione energetica, per tutti i contratti “nuovi” o “rinnovati” a decorrere dal 1° luglio 2010, data in cui la certificazione nei contratti di locazione è diventata obbligatoria.
Stessa cosa se il contratto ha subito un rinnovo espresso o tacito con decorrenza da tale data.

Una precisazione: dal primo gennaio 2012 è entrato in vigore l’obbligo dei indicare la classe energetica in tutti gli annunci immobiliari, in tutt’Italia.
Quindi, anche sugli annunci di affitto è obbligatorio indicare la certificazione energetica dell’edificio; ciò anche nelle regioni in cui non è necessario fornire copia del certificato energetico nel contratto d’affitto.

Riassumendo, possiamo concludere che la certificazione energetica è obbligatoria nella locazione quando:
viene stipulato un nuovo contratto di locazione o rinnovare un contratto già esistente per immobili ad uso abitativo;
viene stipulato un nuovo contratto di locazione o rinnovare un  contratto già esistente per immobili ad uso non abitativo;
viene stipulato un contratto di locazione per un immobile ad uso vacanza per una durata superiore di 30 giorni complessivi nell’anno;
viene stipulato un contratto di affitto di azienda comprensivo di immobili;
viene stipulato un contratto di locazione finanziaria (leasing) per un immobile.

Al contrario non si ritiene obbligatorio produrre l’attestato di certificazione energetica per l’affitto quando:
viene stipulato un contratto di locazione per un immobile ad uso vacanza per un periodo inferiore a 30 giorni all’anno;
viene stipulato un contratto di locazione ad uso abitativo per immobili di proprietà pubblica (esempio ALER);
viene concesso un edificio in comodato d’uso gratuito e/o usufrutto;
l’immobile in affitto si trova in una delle regioni non elencate sopra.

Affitto di unità immobiliari
La normativa che definisce quando dotare l’unità immobiliare dell’ACE prima di un affitto è stata modificata con il D.Lgs 28/11 (cosiddetto Decreto Rinnovabili). Attualmente, in caso di affitto l’ACE va consegnato al conduttore solo se l’immobile è già dotato di ACE (o avrebbe dovuto esserlo).

I casi in cui un proprietario deve consegnare l’ACE al conduttore sono i seguenti:
Immobili costruiti (vale il titolo abilitativo) dopo Ottobre 2005;
Immobili oggetti di trasferimento a titolo oneroso con atto effettuato dopo il 1 Luglio 2009 (dopo il 1 Luglio 2007 per gli immobili con superficie utile maggiore di 1000 mq);
Immobili per cui sono stati richiesti incentivi o agevolazioni dopo il 1 Luglio 2007;
Immobili pubblici i cui contratti di gestione degli impianti di climatizzazione o termici siano stati rinnovati o stipulati dopo il 1 Luglio 2007;
Immobili costruiti, ristrutturati radicalmente o demoliti e ricostruiti dopo Ottobre 2005

Roma, Axa: incredibile promozione su Residence Carla

Immobili Residence Carla 4 appartamenti a prezzo scontatissimo, ma solo  fino a fine dicembre 2012

Solo fino a fine dicembre 2012 su 4 appartamenti del prestigioso Residence Carla, complesso residenziale sito nel quartiere Axa a Roma, Frimm propone sconti imperdibili ! Ecco di seguito l’offerta nel dettaglio (per visualizzare la scheda dell’immobile basta cliccare sul ref replat).

Appartamento A16 – ref. replat 1302325 – prezzo da € 219.000 a € 208.000
Appartamento B1   – ref. replat 1302330 – prezzo da € 311.400 a € 298.000
Appartamento D4  – ref. replat 1302363 – prezzo da € 214.200 a € 198.000
Appartamento F3 –   ref. replat 1302398 – prezzo da € 244.800 a € 220.000

Non dimenticare che su tutto il cantiere Residence Carla – a eccezione degli appartamenti oggetto della promozione – vale l’opzione affitto con riscatto… per maggiori informazioni clicca qui

 

Case, è il momento dei saldi ma vendere è sempre più difficile

crisi immobiliareSe nel 2007 in una grande città italiana a parità di condizioni effettive si poteva acquistare una abitazione di 86,4 metri quadri, oggi si può arrivare a prenderne una di 107,8 (il 24,7% più grande)…

Tratto da Libero

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REplat analizza il mercato immobiliare italiano nel I trimestre 2009 e presenta la media dei prezzi per zona

Il mercato immobiliare italiano non smette di frenare nei primi 3 mesi del 2009 ad eccezione di Roma e Milano che tengono, con valori positivi tanto per la domanda quanto per gli immobili, grazie a un sempre maggiore – e corretto – utilizzo di Internet e del Multiple Listing Service da parte dei mediatori e alle forti richieste di bilo e trilocali in città che, insieme, rappresentano oltre il 60% del mercato.

I valori dell’Indice REplat nazionale sottolineano, tra gennaio e marzo, un calo dell’offerta del 6,96% che a fine trimestre si è attestata sul +3,59% (a inizio anno era a +10,55%). Per ritrovare un’offerta così bassa bisogna risalire al 2007 quando nel mese di aprile fece segnare +2,95% e +3,51% a dicembre. Scende anche la domanda che da gennaio a marzo perde il -2,15%.

Tra le maggiori cause di questa situazione, gli operatori spesso segnalano da una parte l’assenza di proposte di acquisto a causa di prezzi di offerta ritenuti troppo elevati, e dall’altra la presenza di proposte di acquisto a prezzi ritenuti troppo bassi dal venditore. Dunque, il problema è che in Italia domanda e offerta non s’incontrano sul prezzo. La consistente contrazione delle compravendite avvenuta nel corso del 2008 non è  infatti corrisposta a un’altrettanto robusta discesa dei prezzi, come è avvenuto in altri Paesi, a cominciare dagli Stati Uniti. Il prezzo sarà quindi la variabile fondamentale del mercato immobiliare, un settore alla ricerca del prezzo congruo in grado di soddisfare sia la domanda che l’offerta per ridare così impulso alle compravendite.

Ed è per questo che REplat ha elaborato, per la prima volta nel nostro Paese, la media dei prezzi per zona che aiuterà l’agente immobiliare e il venditore a rilanciare le compravendite grazie al corretto piazzamento degli immobili sul mercato. La rilevazione è stata effettuata con il Valutometro, lo strumento che calcola il prezzo di mercato più probabile degli immobili condivisi presenti in piattaforma in una data zona analizzando, nel raggio di 1.000 metri dall’indirizzo scelto, la media dei prezzi dell’offerta e quella dei prezzi della domanda per la tipologia dell’immobile prescelto.

MILANO E ROMA NON CEDONO IL PASSO ALLA CRISI

Da gennaio a oggi, pur perdendo rispettivamente il 10,48% e il 10,96%, la domanda e l’offerta registrate in base all’attività delle agenzie milanesi che utilizzano REplat continuano a mantenersi positive, permettendo di tenere anche al mercato della provincia e, in parte, a quello di tutta la regione, che però da febbraio ha visto il segno negativo davanti alla domanda.

Anche a Roma l’offerta continua a scendere con la perdita del 9,65% dall’inizio dell’anno, mentre a marzo la domanda tocca il suo valore più basso: +3,95% contro il +6,13% di febbraio. Come per la provincia di Milano, tiene anche quella della Capitale pur perdendo l’8,9% per quanto riguarda l’offerta e un secco 3% sulla domanda. A differenza della Lombardia, poi, la domanda nel Lazio vede il segno negativo solo a marzo con il -0,40%.

MILANO – analisi domanda, offerta e prezzi

Quasi il 70% dell’offerta di immobili a Milano si traduce in bilocali (34%) e trilocali (35%), seguiti dal 14% di 4 locali, il 7% rispettivamente di monolocali e 5 locali, mentre solo il 3% riguarda i 6 locali. La zona nella quale si concentra maggiormente l’offerta di immobili è quella di Bovisa-Sempione (27%), seguita da Centrale-Testi (20%); poca disponibilità invece in zona Famagosta (3%) e Città Studi-Indipendenza (8%).

Anche la domanda di immobili si concentra per lo più (66% in totale) tra bilocali (35%) e trilocali (31%), mentre solo il 6% riguarda i 5 locali (4%) e i 6 locali (2%). Il maggior numero di richieste, invece, si concentra nell’area più prestigiosa, quella del centro della città (22%), soprattutto per la zona di Porta Magenta, seguita da Vercelli-Lorenteggio (16%) e Stazione Centrale-Testi (15%).

È proprio sulle due tipologie – bilocali e trilocali – nelle quali si incontrano la maggiore percentuale di domanda e offerta che si è concentrata l’attenzione dell’analisi REplat. Per esempio, nel centro di Milano un bilocale può andare dai 380.275 euro di Porta Ticinese, ai 462.695 euro di Porta Magenta fino ai 562.760 euro in zona Duomo. Per i trilocali, invece, si sale a 620.755 euro a Porta Ticinese, a 729.310 euro a Porta Magenta e a 836.540 euro in zona Duomo. Bilocali oltre i 400.000 euro anche in zona Parco Sempione (466.445 euro), Cinque Giornate (494.065 euro) e Porta Romana (407.420 euro). Trilocali superiori ai 700.000 euro, invece, si trovano pure in zona San Siro (760.020 euro) e Parco Sempione (719.865 euro).

In zona Vercelli-Lorenteggio un bilocale può andare dai 232.400 euro di Baggio ai 331.000 euro di piazza Napoli, mentre un trilocale, nelle stesse zone, può essere quotato rispettivamente 281.150 euro e 524.275 euro. In zona Fiera il prezzo più basso per un bilocale si trova nell’area QT8 (294.160 euro), mentre il trilocale può raggiungere il prezzo maggiore proprio nelle zone limitrofe al vecchio quartiere fieristico del capoluogo lombardo (625.900 euro). In zona Bovisa, invece, il bilocale supera i 200.000 euro (232.105 euro) e il trilocale i 300.000 euro (326.800 euro).

Nelle aree limitrofe alla stazione Centrale un bilocale può andare dai 366.420 euro fino ai 404.000 euro di Corso Buenos Aires, mentre un trilocale va dai 613.165 euro fino ai 647.440 euro di Corso Buenos Aires. Per gli studenti universitari un bilocale vicino al Politecnico può essere valutato 301.365 euro e un trilocale 530.765 euro, mentre nell’area della Bocconi si richiedono 385.895 euro per un bilocale e 634.585 euro per un trilocale. In viale Corsica un bilocale può essere stimato 381.575 euro e un trilocale 488.175 euro, mentre in Corso Lodi, altezza Viale Brenta, un bilocale può essere valutato 302.400 euro e un trilocale 474.670. Infine, in zona Famagosta si richiedono 254.220 euro per un bilocale e 402.475 euro per un trilocale.

ROMA – domanda, offerta e prezzi

Nella Capitale il maggior numero di immobili disponibili è costituito da trilocali (42%), seguiti da bilocali (24%) e i 4 locali (21%). Solo il 2% riguarda invece i 6 locali, il 3% i monolocali e l’8% i 5 locali. L’offerta di immobili è di gran lunga superiore nella zona di San Giovanni-Roma Est (36%), seguita da Roma Sud e Prati-Francia-Cassia (13%), dal centro città (12%) e da Monteverde-Aurelio (10%). Inferiore al 10%, invece, l’offerta delle zone Villa Ada-Monte Sacro (9%) e Policlinico-Pietralata (7%).

Anche a Roma il maggior numero di richieste si concentra su bilocali (38%) e trilocali (29%), seguiti dai monolocali (22%). Il restante 11% della domanda è suddiviso tra 4 locali (8%), 5 locali (2%) e 6 locali (1%). Il maggior numero di richieste si ha nella zona di San Giovanni-Roma Est (22%), seguita dal centro della città (20%). Solo il 13%, invece, da Roma Sud e da Prati-Francia-Cassia e il 12% da Policlinico-Pietralata e da Monteverde-Aurelio. Il restante 8% da Villa Ada-Monte Sacro.

Pure nel caso di Roma, vista l’alta percentuale di bilocali e trilocali sia per la domanda che per l’offerta, l’analisi effettuata attraverso il valutometro si è focalizzata sui prezzi di queste due tipologie. Gli immobili più cari si trovano nel raggio di Piazza di Spagna, tutti oltre il milione di euro: il bilocale 1.117.845 euro e il trilocale 1.387.000 euro.

Nella zona di San Giovanni-Roma Est i bilocali possono superare i 300.000 euro su via Appia Nuova all’altezza di Largo dei Colli Albani (304.560 euro) e di Piazza dei Re di Roma (338.350 euro); di poco inferiori ai 200.000 euro possono trovarsi invece a Tor Bella Monaca (192.180 euro) e Tor Vergata (195.700 euro).

I trilocali, invece, possono superare i 400.000 euro sempre sull’Appia all’altezza di Largo dei Colli Albani (404.565 euro) e di Piazza dei Re di Roma (448.430 euro), mentre possono rimanere al di sotto dei 300.000 euro all’Alessandrino (277.500 euro), a Centocelle (295.580 euro), a La Rustica (283.940 euro), a Tor Bella Monaca (227.100 euro) e Tor Vergata (245.615 euro). A Roma Sud, invece, il bilocale più caro si può trovare in zona San Paolo (305.490 euro), mentre il trilocale più caro si trova all’Eur e in zona Montagnola, entrambi oltre i 400.000 euro. In zona Prati-Francia-Cassia un bilocale può anche superare i 500.000 euro (580.880 a Piazza Cola di Rienzo) e un trilocale i 700.000 euro alla Camilluccia (781.540 euro). Più economiche le zone di Cipro, dove un bilocale può essere valutato 433.365 euro e un trilocale 527.650 euro, e di Piazzale Clodio, dove un bilocale può arrivare a 465.500 euro e un trilocale a 564.040 euro.

A Monteverde-Aurelio un bilocale può rimanere al di sotto dei 200.000 euro in zona Battistini (291.080 euro), mentre può superare i 300.000 euro in zona Portuense-Forlanini (341.675 euro) e a Villa Pamphili (346.080 euro). Un trilocale, invece, supera quasi ovunque i 400.000 euro arrivando a toccare i 470.000 euro nel raggio Portuense-Forlanini. Nella zona Policlinico-Pietralata i costi inevitabilmente lievitano nelle aree limitrofe alla città universitaria. A Piazza Bologna un bilocale può essere valutato 359.845 euro, mentre un trilocale 412.200 euro, sulla via Tiburtina all’altezza di Portonaccio un bilocale può arrivare a 374.065 euro e un trilocale a 565.820 euro. Infine, nella zona di Villa Ada-Monte Sacro un bilocale può arrivare a superare i 400.000 euro nelle vie limitrofe a Villa Torlonia (417.780 euro), mentre un trilocale può sfiorare i 600.000 euro in zona Lanciani (593.300 euro) e i 700.000 sempre nei dintorni di Villa Torlonia (698.460 euro). Più economica la zona Trieste-Somalia dove un bilocale può essere valutato 347.240 euro e un trilocale 485.000 euro.